Gialli Gay

Black, Black, Black di Marta Sanz, Anno 2010

Lug 08, 2014 Manuel Figliolini
Trama 80
Suspence 70
Scrittura 60
70
Il nostro voto 70

Marta Sanz, classe 1967, già premio Ojo Critico e Vargas Llosa, ci regalo uno stupendo Noir condominiale. Il libro si svolge, come nel titolo “Black, black, black”, in 3 parti, ognuna delle quali legate ad un personaggio del romanzo, facendoci impregnare dei suoi più profondi pensieri.

Si parte da “Il detective innamorato” , il primo Black, dove conosciamo meglio l’investigatore privato Zarco, divorziato e libero, finalmente di poter amare gli uomini dai corpi efebici.

Nel secondo Black, “La paziente del dottor Bartoldi”, invece conosciamo Luz, madre single, con grossi problemi di ansia, menopausa ed altre paranoie che fa convogliare tutto in un diario scritto su indicazione del suo psichiatra.

E per finire il terzo Black è dedicato a Paula, ex moglie del detective Zarco, che cerca di “Accendere la luce” sull’accaduto ma anche sulle vite di queste persone. A Paula il compito peggiore, la sua estraneità a tutto e il suo involontario coinvolgimento la investono del dovere di sistemare tutto.

La scrittrice spagnola definisce dei quadri molto precisi dei suoi personaggi colorando la popolazione femminile di colori forti e complessi, mentre i protagonisti maschili sono schivi o sempre caratterialmente piatti, senza alcuna percezione della vastità dell’universo.

Il libro della Sanz se fosse un film sarebbe un film di Pedro Almodovar, appassionante, molto complesso e, in alcuni punti, ironico e tagliente. L’unico difetto è che 2 capitoli si svolgono come una telefonata e quindi si ha difficoltà a dividere quello che è il racconto da quello che invece è il commento dei due interlocutori, l’altro capitolo invece è scritto sotto forma di diario, che purtroppo ricalca la scrittura con la stessa mano degli altri capitoli. Non so se la Sanz l’abbia voluto fare apposta ma il fatto di avere questa continuità stilistica rende molto complessa la differenziazione dei personaggi … ma forse non sono diversi, sono molto più simili di quanto noi vogliamo credere.

Traduzione: Sirri Cirillo Teresa
Edizione: Nutrimenti
Anno: 2013