L'inverno più nero

L'inverno più nero

BOLOGNA, LA GUERRA STA PER FINIRE

Sesta avventura del commissario De Luca. Siamo nel freddo dicembre del 1944. E per il commissario De Luca lo attendono tre casi di omicidio molto strani, avvenuti tutti nei primi giorni di dicembre. E toccherà a lui risolverli anche perché gli verranno commissionati da 3 parti diverse di quel difficile momento che era la seconda guerra mondiale.

Un romanzo dalla trama molto intricata anche per la moltitudine di personaggi che entrano in gioco. Difficile da recensire anche perché Lucarelli ormai non sbaglia un colpo, la sua esperienza e la sua genialità si confermano in questo nuovo capitolo del commissario De Luca. Nella trama oltre a regalarci una vicenda, ci regala anche una città, Bologna, ci regala un momento storico bruttissimo, la seconda guerra mondiale, e ci fa rivivere tutto in 300 pagine.

Bologna è sfigurata dalle bombe, i portici, in alcuni punti non esistono più. Le case non esistono più e noi, attraverso gli occhi di De Luca vediamo tutto quel dolore e lo sentiamo. De Luca, ormai in forza alla Polizia Politica è figlio del suo tempo, diviso tra quello che è giusto e quello che è il suo lavoro. Diviso tra lo stupore della città che cade e quello che è il risultato di una guerra che sembra essersi radicata negli animi delle persone.

Tutto scritto con occhio puntuale e preciso e come dicevo prima De Luca è figlio dei suoi tempi, le considerazioni ed osservazioni che lui fa, le fa con lo spirito del momento. Sembra veramente che Lucarelli abbia raccolto la testimonianza di una persona che l’ha vissuto senza aggiungere espressioni attuali per non estrapolarlo dal contesto storico. Un commissario  che è un uomo che è italiano e che sa che comunque vadano le cose, i tedeschi penseranno prima a loro. De Luca sa di essere un commissario atipico e anche le persone che si rivolgono a lui per chiedere aiuto, se lo aspettano. Si aspettano quell’umanità che alle volte cozza con il suo ruolo.

Il tedesco spalancò la portiera e infilò la testa nella macchina, attento a non sbattere l’elmetto contro il montante. Si era tolto un guanto che teneva in bocca, tra i denti, come un cane, perché l’altra mano la stringeva sull’impugnatura del mitra, l’indice gonfio di lana ruvida che riempiva il ponticello, sul grilletto. Prese i documenti che Franchina gli porgeva, già pronti, e resto a lungo a guardarli in faccia tutti e due, impassibile, il ragazzino con ancora i brufoli e i capelli ondulati di brillantina al volante e De Luca a fianco, infossato nel sedile della 1100, avviluppato nel soprabito chiaro, troppo leggero per quell’inverno già freddo.

La nostra presentazione al Covo della Ladra: link.

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Editore: Einaudi
Anno: 2020