Quello che non sappiamo

Quello che non sappiamo

UN NOIR CHE CORRE SUL FILO DELLE EMAIL

Un mix tra un thriller dalle sfumature rosa ed un noir postmoderno, un romanzo statico che si dipana lungo tutte le pagine in forma epistolare. Il progresso viene in aiuto alla scrittrice che sceglie di sostituire il classico scambio epistolare fatto di carta e penna con le più rapide e veloci e-mail.

L’ambientazione è solo esterna, viene fornita per far capire soprattutto la lontananza iniziale dei protagonisti, ma tutto il romanzo si svolge al computer o sullo smartphone. I protagonisti sono solo due, soli con le loro vite. Gli unici personaggi che riescono a raggiungere il lettore sono quelli che nascono dalla narrazione dei protagonisti. Tutte pedine delle loro vite. Ginger e Paulo, questi i nomi dei protagonisti, s’incontrano per caso, non fisicamente ma a causa di uno scambio di e-mail inviate all’indirizzo sbagliato.

I personaggi, avvinghiati in questo moderno scambio epistolare, si aprono parola dopo parola, pagina dopo pagina, al lettore e raccontano la loro vita. Una vita che fin dalle prime battute nasconde la verità. Un crescendo d’intimità caratterizza lo scambio di e-mails dei protagonisti, un’intimità che si dischiude velocemente, come se le ferite della vita cerchino qualcuno che le possa lenire al più presto.

Ti rispondo dalla caffetteria di un museo di Arte contemporanea progettato da un’archistar, Zaha Hadid. Anche lei non c’è più. Un posto incantato dove vengo spesso a scrivere quindi sì, faccio un mestiere che si basa sulle parole, ma tanto lo sai già, no? Cosa sai di me? Scrivere è stato terapeutico per quello che ho subito. Perché hai scelto proprio Milano come luogo d’incontro? Dalle nostre ultime email ho avuto un down, per questo ero sparita. E’ un settembre incandescente, soffro di pressione bassa, ho temuto di svenire.

La scelta della scrittrice di farli comunicare via e-mail, in un’epoca dove anche le chat e whatsapp possono creare rapporti, conferisce al romanzo un’aura romantica. Accettare la modernità ma non in toto. Dei semplici messaggi diventano letteratura, la parola scritta epistolare è carica di emozioni e significati, quello che le chat non potranno mai avere. Un compromesso che Annarita Briganti ha accettato, la modernità, ma non fino in fondo, l’epistole.

Un romanzo fortemente noir anche nel concetto del destino, noir nell’incontro casuale di due anime molto bisognose ma allo stesso tempo molto vicine. Uno serrato scambio d’intenzioni, idee e sentimenti che fanno da cornice alla vera motivazione. Ed è la motivazione di questo scambio epistolare che fa da suspense trainante del romanzo di Annarita Briganti. Quello che non sappiamo, non sempre vorremmo saperlo.

Editore: Cairo Editore
Anno: 2018