Musica sull'abisso

Musica sull'abisso

“DI GHIACCIO CAREZZA IL MIO VISO”

Di che note è composta la musica sull’abisso? È la prima cosa che mi sono chiesto quando ho preso in mano il nuovo romanzo di Marilù Oliva (ed. Harper Collins). Secondo romanzo della scrittrice bolognese con protagonista la poliziotta Micol Medici. E tornando alla domanda di apertura, non conosco le note precise ma la musica si sente lungo tutto il romanzo, si sente anche la musica che non c’è. Quella che ti risveglia l’autrice dalle tue viscere.

Non sono solo i protagonisti a cercare la catabasi, ma anche i lettori trovano il proprio cammino consapevoli dell’anabasi, la possibilità di rifare il percorso al contrario. Perché Marilù Oliva ti accompagna con una narrazione semplice e naturale ma ti mostra tutto senza niente trascurare. Un Virgilio moderno, ti accompagna negli inferi dell’essere umano: la morte, la violenza, le discriminazioni, l’omofobia. E lo fa con semplicità, alternando la vita privata di Micol con quella professionale, come voler creare delle aree di sosta dove il lettore può prendere il respiro e ripartire. Dà alla vita una colorazione reale.

Una trama complessa, non facile da gestire anche per l’implicazione di molti personaggi, la struttura portante ricorda “Dieci piccoli indiani”. Nessuna filastrocca ma una canzone in latino. Quattordici studenti, nove morti e cinque candidati ad essere i prossimi. Lo sviluppo della trama è invece il suo marchio di fabbrica, dell’autrice. Quel lungo filo tra reale e paranormale che non travalica mai ma che ci fa intuire una possibilità.

Idea forte e sconvolgente è far parlare le vittime pochi minuti prima della loro consapevole morte. Sono i capitoli più forti e surreali che conferiscono al romanzo originalità e grinta. I temi sono l’altro capitolo forte di Marilù. Si parla di morte in questo romanzo. Logico direte voi è un thriller. No qui oltre a morire si parla di come si percepisce la morte quando si è adolescenti, la spavalderia con la quale la si guarda, la si sfida. Io, che non sono più adolescente, mi sono confrontato con quel modo di trattare la morte, ed effettivamente eravamo tutti così.

Se mia madre quel giorno avesse saputo che non mi avrebbe più rivisto, non mi avrebbe permesso di aprire l’uscio di casa. La conosco troppo bene. Mi avrebbe trattenuto e, se non l’avessi ascoltata, mi avrebbe legato stretto stretto, incatenato, perfino stordito.

L’abisso in questo romanzo lo dovete trovare voi. La musica ve la offre Marilù Oliva. Ma dovete scavare. È quel romanzo che si dice a più livelli, sta a voi scegliere di scavare. Io ho scavato e ci ho trovato molto, ma soprattutto una scrittrice che lotta per gli altri e che impugna la penna come un pugnale.

Edizione: HarperCollins
Anno: 2019