L'ultimo ballo

L'ultimo ballo

QUANDO LA MUSICA FINISCE, IL BALLO NASCONDE UN MORTO

Un romanzo molto difficile da recensire, una scrittrice con una carriera quarantennale e 300 milioni di copie vendute. Una scrittrice che vive a Saddle River, lo stesso luogo dove è ambientato il suo ultimo romanzo. Un libro scritto da una regina, la regina della suspense, che tocca con eleganza tante corde senza mai ferirle.

Di Mary Higgins Clark si è letto tanto e sempre, quando si chiudono i suoi romanzi, rimane vigile nel lettore quella sensazione di semplicità mista ad una profondità sociale che ammalliano il fruitore. Ed è questo che si sente alla fine. Semplice la trama, molto americana che può facilmente ricadere negli stereotipi dell’immaginario. Ville, belle università, giovani sportivi dalle carriere promettenti ed una macchia. La macchia che infanga la classe borghese di Saddle River. Perché Kerry è stata uccisa?

La scrittrice, che come è noto a tutti ha una certa età e le piace stare con i suoi nipoti, si getta nel mondo dell’adolescenza, tracciandone grossi tratti psicologici, abbozzando ai loro pensieri o gesta. Ma mettendo in risalto la reazione consequenziale all’omicidio. Chi ha bisogno di sapere cosa è l’amore per un adolescente? Chi ha bisogno di capire cosa succede nella testa fragile di un adolescente appena viene accusato di omicidio? E su questa seconda domanda che la Higgins Clark punta il faro. E non è il solo. Ha altri fari nella sua baia. Punta sul male di vivere incomprensibile dell’altro, sul rapporto con la diversità e come una comunità riesca a stringersi intorno al caro debole per proteggerlo.

Jamie si trovava in camera sua, al secondo piano dell’abitazione dove viveva con la madre, a Saddle River nel New Jersey, un semplice cottage in stile classico, quando la sua vita cambiò. Era da un po’ che stava alla finestra a guardare il giardino sul retro della casa di Kerry Dowling.

Un romanzo crudo, a volte scarno, fatto di fatti, pochi pensieri. Nello stile narrativo della scrittrice, è molto interessante quando la narrazione viene depredata dal singolo pensiero. Una fusione che all’inizio lascia perplessi ma che diventa presto cifra stilistica. Una voce leggera colma di dialoghi. Tante sono le parole dette e poche quelle narrate. Questo potrebbe fare della Higgins Clark una scrittrice superficiale, diversa dagli scrittori classici ed allo stesso tempo “povera” rispetto agli scrittori contemporanei, ma ad una lettura attenta Higgins Clark può riservare delle belle sorprese. Per chi le vuole trovare, per gli altri è un thriller turn-page ben costruito.

Traduzione: Annalisa Garavaglia

Editore: Sperling & Kupfer
Anno: 2019