Le ragazze del Dakota

Le ragazze del Dakota

IL MACHISMO PIU’ PERICOLOSO E PRIMORDIALE

“Tesoro, devi avere la pelle di coccodrillo se vuoi sopravvivere in questo cesso”.

Queste sono le parole che Glory dice a Josey, sua amica e collega di lavoro nelle miniere di North Country, un posto dove il maschilismo e il machismo più spietati sembrano non essere stati affatto intaccati dal tempo e dall’evoluzione della specie. Il film del 2005, che narra la lotta delle donne minatrici in un ambiente ostico e pericoloso come questo, è una delle più riuscite pellicole per raccontare quella parte dell’America dove vigono ancora leggi non scritte e fuori da ogni diritto costituzionale. Leggi che si basano sulla preminenza del più forte, che è sempre il maschio dominante, le cui linee guida sono l’alcool, la violenza, la sottomissione delle donne.

E a distanza di qualche decennio Gwen Florio, giornalista e corrispondente di guerra, affronta nuovamente questo tema nel suo ultimo crudissimo romanzo, dove in un posto senza legge né diritto, la sopraffazione della donna diventa quasi la normalità per un gruppo di uomini lontani dalle proprie case, dalle proprie famiglie e ridotti a un machismo primitivo che non conosce parità di sesso, dignità e misericordia. 

La donna “oggetto” che si può calpestare, vessare, uccidere è il leit motiv di questo giallo che scava nei meandri della brutalità maschile senza che ci sia espiazione, rimorso o pentimento. Tutto ruota attorno al ritrovamento, ai margini di una strada nel Montana, del corpo senza vita di una giovane donna della riserva indiana prossima a una piccola città del North Dakota. La città delle trivelle. In realtà, un posto ai confini del mondo dove l’installazione di trivelle e nuovi pozzi petroliferi, ha indotto centinaia di uomini a trasferirsi in squallidi villaggi, fatti di baracche, messe a disposizione dalle aziende del petrolio.

Sull’assassino della donna ci sono pochi indizi, nessuno sembra voler approfondire la faccenda, le autorità locali non hanno piste da seguire e il caso pare destinato all’oblio nelle montagne ricoperte di neve e avvolte da un silenzio aduso e omertoso. 

Ma la giornalista Lola Wicks, che si è fatta le ossa in luoghi pericolosi e ostici come l’Afghanistan e che da poco si è trasferita in Montana con il suo fedele cane Bub, non ci sta a stendere un velo di indifferenza e rassegnazione sulla morte di una giovane donna e decide di indagare affinché si faccia luce sul delitto e il colpevole venga consegnato alla giustizia. Così scopre che la giovane ragazza indiana si guadagnava da vivere facendo la spogliarellista in un locale della piccola città del North Dakota, vicina agli accampamenti degli operai che lavorano con le trivelle, e inoltre, che molte ragazze lasciano la riserva indiana e vanno a prostituirsi nella zona delle trivelle, attratte dalla possibilità di guadagnare molto in pochissimo tempo.

Quello che tutte queste giovani donne non sanno è che nel posto dove si recano regna solo la brutalità e la forza dell’uomo. Il machismo più pericoloso e primordiale. Non ci sono altre regole o leggi da rispettare. Un microcosmo di violenza e bestialità dove gli uomini si fomentano a vicenda in una spirale di regressione evolutiva e sociale. 

Gwen Florio in un transfert acuto e intelligente della sua propria esperienza di giornalista di inchiesta fa sì che il personaggio principale del suo romanzo abbia la stessa tenacia e le stesse capacità investigative che aveva lei quando lavorava nelle zone di guerra. Attraverso gli occhi e le considerazioni di Lola, il lettore comprende appieno il senso del romanzo, l’isolamento in cui versano ancora molte donne nel mondo, la pericolosità di lasciare senza regole e senza leggi morali qualsiasi posto del pianeta. 

E così ci si ritrova a raccontare sempre le stesse cose, attraverso i film, i documentari, i romanzi, le inchieste: la sopraffazione delle donne da parte di alcuni uomini non è stata debellata. E fino a che non ci sarà la svolta evolutiva il mondo non sarà mai un posto sicuro.

Traduzione: Fabio Zucchella

Editore: Marsilio
Anno: 2019