Le canaglie del venerabile

Le canaglie del venerabile

UN TUFFO NEL PASSATO CON LE PAURE DI OGGI

Il pluripremiato autore Gianluca Ascione ci accompagna in un pericoloso viaggio nell’ afosa Treviso fascista degli anni ’30. Nonostante il romanzo sia ambientato nell‘epoca d’oro del giallo classico, non ne ha le caratteristiche.

Ascione, esperto nelle vicende della sua terra, ci regala uno spaccato storico molto interessante. L’era fascista è abilmente ricostruita: la rigida morale pubblica si contrappone ai vizi e alle perversioni private. Il linguaggio fiero e ridondante, tipico del regime, stride con la semplicità contadina e con l’ignoranza di una società che spesso appare insicura e impaurita.

La trama è molto complessa, quasi manzoniana. Una moltitudine di personaggi snoda le proprie vicende parallelamente, per poi convergere in un unico destino negli ultimi capitoli. A tirare in ballo il Manzoni è l’autore stesso che lo cita e ne trae spunto (forse ponendolo come un Padre della Patria, più di tanti altri).

Il romanzo è comunque un giallo, con il rapimento di una rampolla dell’alta società locale e, sullo sfondo, orrendi delitti politici. A investigare troviamo un acerbo capitano dei carabinieri che tuttavia, da vero uomo dei suoi tempi, sa qual è il proprio dovere.

A guardar bene non siamo poi così lontani e, come diceva il contemporaneo Winston Churchill, “più si sa guardare nel passato più si sa vedere nel futuro”.

Editore: Panda Edizioni
Anno: 2017