La donna in grigio

La donna in grigio

L’ATTESA DI IBSEN NEL ROMANZO DELLA VILLALONGA

Il fato, il destino, l’intenzione. Trovarsi proprio in quel posto a quell’ora, di quel giorno di un anno qualunque. A volte i gialli hanno bisogno di una giustificazione per potersi evolvere in una storia compiuta e la sorte è una miccia potentissima. Ma è solo questo che rende un libro interessante La donna in grigio? Ovviamente no. C’è tutta una tempistica dell’attesa che l’autrice mette in gioco come se fosse una pièce di Ibsen. Centellinando i tempi letterari, i personaggi, le azioni.

Il pathos letterario è una predisposizione e non basta avere una trama, bisogna creare interesse e emozione. Solo così da una trama semplice può scaturire un giallo cupo e dalle mille sfaccettature. La cosa certa è che Villalonga affida completamente la sua opera alla sua protagonista: Gloria Riera Munoz, la donna in grigio. Quella che farà identificare il lettore con le sue azioni e la sua sorte.Tutto inizia al bancone di un bar. Una caffetteria normalissima dove una donna incontra un uomo. Le commedie americane degli anni Cinquanta sono basate solo su questo: ragazzo incontra ragazza. Tutto qui, tutto semplice. Ma questo è un giallo e quello che si porta dietro l’incontro è terribile e fatale.

Villalonga è bravissima a cambiare registro e scenario e a decidere di consegnare l’intera suspense a due personaggi assolutamente anonimi, banali, non memorabili. È questo crea la cupezza del noir. Due persone qualunque che a un certo punto della loro vita decidono di averne abbastanza della quotidianità e della consuetudine e allora mettono su un gioco banale anche esso ma che si rivela assolutamente ingovernabile e che conduce alle conseguenze più letali perché diventa ossessione e buio. Gloria è il Fato. Su di lei si basa la tensione emotiva di chi legge. Il riconoscimento. La paura. E l’autrice non sbaglia ad assecondare la trama con una scrittura che equivale alla storia. Una scrittura evocativa, fatta di immagini e piccoli gesti, di tempi e momenti resi in parola.

La donna in grigio è un buon giallo. Forse solo un po’ troppo “al femminile” per psicologia e ambientazione, ma comunque un romanzo valido. Uno di quelli da leggere in viaggio per farsi trasportare fisicamente e mentalmente.

Traduzione: Laura Mongiardo

Editore: Edizioni della Goccia
Anno: 2014