La dama di Barcellona

La dama di Barcellona

UN GIALLO ONIRICO, TRA ANTICHE SUPERSTIZIONI E SILENZIOSE VITTIME

Dimenticate la Barcellona turistica e lasciate spazio alla surreale città di Gaudì. In questo romanzo -ambientato nella seconda metà dell’ottocento– veniamo catapultati in una Barcellona sfuggente, quasi onirica, dove il limite tra realtà e percezione è molto labile.

Il giovane anatomista Andreu Palafox è chiamato a esaminare un cadavere che sembra emergere dalla notte dei tempi, portando con sé mistici presagi e concreti sospetti. Si tratta di una fanciulla in autentici abiti romani, sepolta nei meandri del convento di Santa Clara. Sebbene le sue vesti siano antichissime, il corpo è fresco, quasi di giornata. Perché allora questa messa in scena? Andreu non è un comune medico, la sua vita è di per sé un giallo irrisolto. A sostenerlo nella ricerca della verità troviamo la bella Teresa Urbach, ricca e volitiva scrittrice.

I due sono affiancati da una serie di personaggi minori, come la perspicace domestica Adela e gli intraprendenti ragazzi di strada. Essi stessi fanno parte del “paesaggio urbano” di una Barcellona tormentata dallo spettro del colera.La trama ha come tema ricorrente il viaggio nella memoria. Un salto indietro nel tempo per il lettore che scoprirà una città catalana agli antipodi, rispetto all’aperta e internazionale metropoli di oggi.

L’antica Barcellona infatti é soffocata tra le proprie mura, ripiegata sul proprio passato, insicura di fronte agli inesorabili cambiamenti epocali. Ma il vero viaggio è nella mente di Andreu: il giovane anatomista sembra possedere un dono tanto prodigioso quanto nefasto... Il giallo si sdoppia, da una parte una sequenza di delitti e dall’altra i misteriosi trascorsi del protagonista. Daniel Sanchez Pardoz semina pochi indizi e distrae il lettore con un “va e vieni” di sensazioni surreali. Non può essere diversamente, a Barcellona.

Editore: Corbaccio
Anno: 2018