Il fratello

Il fratello

LA NORVEGIA OSCURA CHE FA PAURA

Fu una lunga estate calda.

Ogni mattina accompagnavo Carl alla Coop, dove lavorava come sostituto stagionale, prima di proseguire per l’officina. E nel corso di quelle settimane e di quei mesi non divenni solo un autista utile, ma anche un amante.

Torna quel gran genio di Jo Nesbo, un autore da 40 milioni di copie vendute, e siccome è un numero uno non ha bisogno neppure del suo personaggio feticcio, il detective Harry Hole, ma può far saltare il banco anche con una storia diversa e con protagonisti differenti.

Ebbene ecco Il fratello thriller di oltre seicentotrenta pagine e che si legge appassionatamente e con fervore dalla prima all’ultima. Perché? I maestri come Nesbo ormai non si chiedono neppure più perché i lettori li amano così tanto. Loro scrivono. In maniera precisa, ardente, affascinante, geniale.

Ogni libro di Nesbo possiede tutte queste caratteristiche e le possiede in maniera naturale, dalla storia, ai personaggi, dalle ambientazioni, al linguaggio.

In questa sua ultima fatica, accantonate le investigazioni di Hole, l’autore dà vita a un thriller familiare dalle tinte emozionali, un palcoscenico nuovo dove la tensione è tutta raccolta in menzogne e tradimenti. Sopravvivenza allo stato puro che sfocia in violenza più emotiva che reale e fisica.

La trama in sé è anche beffardamente semplice: due fratelli molto diversi tra loro. Carl, il fratello minore, se ne è andato da tempo in Minnesota dove è diventato imprenditore di successo. Ma ora che Carl è inaspettatamente tornato con il grandioso progetto di costruire un hotel e trasformare il piccolo villaggio norvegese dove è nato e cresciuto in una località turistica, Roy, suo fratello si trova di nuovo a doverlo difendere dall’ostilità e dai sospetti degli altri. Come quando erano ragazzi.

In realtà oltre alla trama c’è di più, molto di più. C’è la faccia oscura della Norvegia che come la Luna Nera non appare sempre e non appare a tutti. Eppure la location scelta da Nesbo fa l’ottanta percento della tensione del romanzo; una location tanto inquietante e piena di misteri quanto appunto essa appare innocua.

E Nesbo, poi, è un vero mago della parola. Le sue sono tutte scelte accuratamente, specificamente, magistralmente perché ognuna di esse è musica e fuoco, lama e miele, luce e oscurità. Leggere Nesbo crea dipendenza e lui lo sa e se ne approfitta, sempre, romanzo dopo romanzo, e a noi lettori non resta che cedere come con le tentazioni di Oscar Wilde.

Traduzione: Eva Kampmann

Editore: Einaudi
Anno: 2020