Il caso Tortora

Il caso Tortora

UNA STORIA VERA, UN LEGAL-THRILLER SCONVOLGENTE E ATTUALE

Leggere il Caso Tortora è un dovere morale. Lo dobbiamo a noi stessi e alla memoria collettiva del nostro paese. Un paese troppo incline alla negligenza, al giustizialismo sfrenato e alla gogna mediatica. Questo romanzo è un legal thriller in cui la trama, purtroppo reale, supera qualunque fiction. E questo è terrificante, se ci pensate.

Il criminologo Luca Steffenoni ricostruisce con perizia una vicenda giudiziaria assurda, che emerge dai fumi di un’Italia inebetita dall’arroganza del sistema. Un circo degli orrori che però, lo ricordiamo ancora una volta, appartiene realmente alla nostra storia nazionale. Un caso vivo e attuale che sconvolge e spaventa anche dopo trentacinque anni.

Il caso Tortora fu davvero soltanto un errore giudiziario, oppure dietro questo clamoroso “sbaglio” si nascondeva un disegno? L’autore prova a rispondere all’inquietante dubbio, raccontando con disincanto un periodo storico complesso e unico nel suo genere: la società riottosa degli anni settanta, le contraddizioni dei primi anni ottanta, il sistema giudiziario cieco e arroccato, le connivenze tra politica e criminalità organizzata, la lottizzazione della RAI…una polveriera pronta a esplodere.

Facciamo un salto indietro nel tempo: siamo nel 1977, Enzo Tortora è un noto volto televisivo sulla soglia della cinquantina, ha già condotto numerose trasmissioni di successo ed è di nuovo alla ribalta come presentatore di Portobello. Dopo un periodo di allontanamento dal servizio della tv pubblica, a causa delle sue esternazioni troppo schiette sui vertici RAI, Tortora ritorna in onda con questo seguitissimo format di cui è anche ideatore. La sua conduzione è formale, vecchio stile, forse un po’ snob per un programma nazional-popolare, ma funziona. Tortora ha un viso aperto e diretto; una fetta della società, ancora bacchettona e conformista, vuole in tv personaggi affidabili. Lui è innegabilmente bravo, un vero professionista. Sembra un paradosso, ma la fortuna di Portobello sarà anche la disgrazia di Tortora. Almeno in parte.

Il 17 giugno 1983, alle quattro del mattino, i Carabinieri entrano nell’abitazione di Enzo Tortora e lo arrestano per traffico di stupefacenti e associazione di stampo camorristico. L’arresto avviene sulla base di accuse lanciate da alcuni pregiudicati, le cui dichiarazioni vengono date per attendibili.
Da qui nasce una vicenda surreale che, come osserverà il grande Leonardo Sciascia, dividerà L’italia tra innocentisti e colpevolisti. Tortora sarà riconosciuto innocente soltanto alla fine, dopo un’ odissea mediatico-giudiziario-politica ma, soprattutto, personale.

Il libro ci racconta nei dettagli la convergenza di una serie di fatti quasi incredibili, il cui esito fu la condanna di Enzo Tortora. Un Tortora che divenne -come descrive l’autore- vittima incapace di vittimismo, battagliero fino alla fine.
Tuttavia, il punto non è soltanto questo. Il caso Tortora solleva il velo sull’inadeguatezza delle leggi, sulla cialtroneria e l’ipocrisia di una cattiva giustizia e di un’opinione pubblica che per superficialità e malafede danno fiato a chiunque tranne gli innocenti, senza preoccuparsi di soppesare le conseguenze di questa irresponsabilità istituzionale e sociale.

Un brulichio di complotti e inconfessabili trattative dello Stato fa da sfondo a questo legal thriller, scritto con coinvolgimento umano, spirito critico e onestà divulgativa.
Doveroso ma anche appassionato, perché a Tortora l’Italia deve molto.

Edizione: Chiarelettere
Anno: 2018