Il bosco silenzioso

Il bosco silenzioso

LA SCELTA MORALE TRA L’INGIUSTIZIA E IL DISORDINE

É questo uno dei cardini morali del nuovo romanzo di Wolfram Fleischhauer ed é quello che più mi ha sconvolto in questo bellissimo romanzo pubblicato in Italia da Emons.

Altro punto cardine di questo romanzo è questo estratto, l’interpretazione di Skrowka della favola di Hansel e Gretel (che vi ho solo riportato in parte, ma vi consiglio nella sua interezza): il senso delle cose cambia seguendo la posizione del narratore, il significato viene dato dal punto di vista narrativo.

E fino a qui potremmo dire che sono tematiche non nuove, che si possono applicare a tanti romanzi, la cosa originale del romanzo di Fleischhauer è che le sue tematiche vengono espresse in un romanzo che ha al centro la seconda guerra mondiale e tutte le sue brutture. Protagonisti assenti (fisicamente) il campo di concentramento di Flossenburg, dove il 25 aprile 1945 morí il fratello del presidente Pertini; altro protagonista, la milizia civile, coloro che, alla chiusura dei campi di concentramento, cercava gli ebrei liberati per ucciderli.

Si può leggere la storia in un senso o nell’altro – spiegò Skrowka. Con occhi ingenui o con diffidenza critica. I due bambini provengono da una famiglia disastrata. Oggi diremmo che appartengono alla feccia della società. Con una buona dose di fortuna scampano alla morte per mano dei genitori. Un’esperienza che li ha certo traumatizzati e al contempo un indizio del loro carattere problematico. Ciononostante la sorte li assiste sfacciatamente: dalla baraccopoli in cui sono cresciuti, vengono accolti da una donna benestante che vive al margine della società. Una donna disposta perfino a perdonarli di essere entrati di nascosto a casa sua con l’intenzione di derubarla.

Un giallo “pretesto” quello di Fleischhauer. Anja Grimm (cognome fiabesco) tirocinante in una foresta della Baviera è un personaggio interessante, fragile, impreparata a quello che le accade, alle volte temeraria, stoppata negli intenti solo da un asma allergica. Una donna di oggi che cerca le sue verità e che riconosce l’orrore dei suoi antenati, ma quello che vive lei, la sparizione del padre, è più orrendo. E qui Fleischhauer mette in gioco la disputa generazionale, nel romanzo i giovani deprecano il nazismo, i vecchi non fino in fondo; quello dell’autore, in questo momento politico, è una speranza per l’occidente, un sussurro per dire, non vi preoccupare anche se l’estrema destra prende sempre più piede, i giovani tedeschi sanno quali erano gli orrori del nazismo.

I vecchi giustificano le loro ideologie con: “meglio un’ingiustizia che il disordine”, l’ordine è segno di tranquillità e pulito e molte volte bisogna fare tutto quello si deve per preservarlo.

Un romanzo da assaporare, delicato, nonostante le tematiche, leggero, non ridondante o stucchevole, un romanzo tedesco, scritto da un tedesco che racconta una delle cose più brutte del secolo, una confessione o una forma di scusa? Niente di tutto ciò, un fatto che ha sconvolto un’epoca.

Musica consigliata: forse, come da titolo, il silenzio è la migliore colonna sonora.

Editore: Emons
Anno: 2018