Fa troppo freddo per morire

Fa troppo freddo per morire

TORINO HA UN NUOVO GIUSTIZIERE ED E’ SENZA NOME

Un nuovo investigatore si affaccia nella letteratura di genere e lo fa in maniera forte, come forte è il suo carattere, come forti sono i valori che lo seguono nel suo lavoro. Valori sempre in bilico tra onestà, disonestà e intraprendenza. Il suo cognome è Contrera e non ha nome, o almeno non ce lo svela.

Dalla quarta di copertina si parla di “crimedy” miscela ideale tra crime e comedy, ed effettivamente il romanzo di Frascella sa coniugare l’indagine con il lato comico della vicenda. Tutto il romanzo ha una forte componente ironica, già nell’atteggiamento di Contrera che è un investigatore privato con sede in una lavanderia gestita da un maghrebino con tanto di scrivania e frigorifero pieno di birre Corona che Contrera beve, alle volte fino ad abusarne.

L’ambientazione è torinese, nel quartiere Barriera Milano, una periferia della città sabauda che ormai è diventato un luogo multietnico dove le diverse popolazioni, s’incontrano, si scontrano e cercano di convivere insieme. Ed il viaggio di Contrera sarà tutto attraverso queste etnie che s’intersecheranno con la sua indagine.

La trama, che coniuga in egual misura la vicenda investigativa e quella privata è ben congeniata tanto da tenere incollato il lettore durante tutto il romanzo. Sviluppata da una Torino a luci rosse, la trama si dipana tra tutti quei luoghi comuni che esistono in bilico tra la legalità e la voglia di vivere. Ed è questo il tema fondamentale del romanzo: la disperazione umana, il desiderio di possedere ad ogni costo. Ma il romanzo di Frascella non è una sterile condanna alla situazione di deriva delle periferie, è anche una condanna all’uomo in generale che si approfitta del più debole per trarne beneficio a scapito dell’altro. Milano Barriera saprà dimostrerà un’umanità molte volte assente nelle periferie delle grandi città?

Pochi sono i romanzi di genere che riescono a tenere incollato il lettore senza avvalersi di stratagemmi per elevare la suspense. Il romanzo di Frascella ha una suspense semplice, alle volte primordiale per un giallo, la conoscenza del colpevole seguendo le indagini dell’investigatore. Il tutto condito da storie esterne, velate di mistero, che entrano in gioco per conoscere più a fondo il protagonista, elemento forte di suspense è sapere il nome di Contrera, perchè abita con la sorella ed il cognato e come mai non fa più il poliziotto. Frascella da molto respiro a queste domande creando al lettore un’inevitabile suspense che alle volte diventa più forte dell’indagine.

Sono nella lavanderia a gettoni di corso Giulio, dove lavori. Anzi, dove sto di base. Non mi occupo di lavatrici e detersivi, sono un investigatore privato senza ufficio. Un ufficio mi costerebbe troppo per quello che guadagno, quindi ho fatto sapere in giro se qualcuno ha bisogno dei miei servizi può trovarmi in questo posto. Mohamed Sabil, il marocchino padrone del locale, mi lascia stare qui perchè ogni tanto lavoro per la sua comunità, con buoni risultati. Devo essermi distinto almeno per l’impegno, perchè nessuno dei miei clienti ha ancora preteso in cambio la mia testa.

Tra il noir e l’hard-boiled, il romanzo di Frascella è scritto come devono essere scritti questi romanzi, dove l’ironia e la corruzione sono insiti nei personaggi. Protagonisti borderline che si muovono sulla scena con tutti gli stereotipi che li contraddistinguono, dalla macchina, alla vita personale sfortunata. Un romanzo da leggere che ci trasporta fuori dal senso comune e ci regala molto, tra risa e commozione alla ricerca di un colpevole.

Musica consigliata: Il cielo su Torino dei Subsonica

Editore: Einaudi
Anno: 2018