Con la morte nel cuore

Con la morte nel cuore

SAPESSI COM’E’ STRANO FARE IL POLIZIOTTO A MILANO

Giallo scoppiettante ambientato a Milano. Quarto Oggiaro non è certamente il quartiere più modaiolo della città, ma è perfetto per svilupparci una storia ricca di personaggi che vivono sul filo del rasoio (spesso tagliandosi) e poliziotti amareggiati e polverosi che tentano di scrollarsi di dosso lo squallore e il peso di un’esistenza senza sogni.

Nonostante la “location”, Biondillo riesce a farci sorridere con una scrittura agile e spiritosa, anche se non proprio curatissima. L’ispettore Ferraro, d’altronde, ha a che fare con barboni, extracomunitari e poveracci vari e usa il loro linguaggio essendo nato lì e comunicando nell’unico modo che conosce, che è quello giusto. Forse il lettore preferirebbe gli fosse evitata qualche battutaccia da caserma, ma la storia lo porta rapidamente oltre. Perché la caratteristica di Biondillo (camminatore compulsivo per le strade di Milano) è quella di avanzare sempre a passo rapido e se ti interessa la trama devi accelerare l’andatura e non perderti a guardare in giro.

Infatti, siamo presto circondati da una pletora di personaggi strani: Ferraro affianca il collega Lanza in un caso apparentemente scollegato a quello che l’ispettore sta (svogliatamente) seguendo. Questo Lanza è un curioso poliziotto naif, geniale e pragmatico, un sognatore che prende tutto alla lettera, una sorta di “idiot savant” che confonde e rallegra. E lo trascina nel mondo della malavita organizzata che così bene prospera tra i casermoni del quartiere.

Due giorni fa sono riuscito a parlare con Antonio Russo.” Cazzo!

Altro tiro. La sigaretta era praticamente finita. Fece un’ ultima boccata che intaccò anche il filtro. La spense disgustato (…) “Diciamo che amici comuni sono riusciti a mandargli un mio messaggio. Ci siamo trovati all’autolavaggio, ha presente? Quello di via Amoretti.”           “E’ territorio dei Russo.” “Appunto. Ci siamo spiegati. Mi ha assicurato che alla mia famiglia non accadrà nulla. Che si fida di Don Leo e della sua parola.” (…)”E poi?” “E poi basta. E poi sono tornato a casa. Tutto intero.

La temperatura di questo giallo milanese è sempre tra i 37,5° e i 38,5°, non si scappa. Si cammina sfiorando l’illegalità, anche se si è tutori dell’ordine, rischiando sempre di uscire dai binari e la vita dei poliziotti di quartiere non è per niente semplice. Però, almeno, non è noiosa.

Ferraro, pur mugugnando tra sé e sé perché la moglie lo ha lasciato e il ginocchio scricchiola e duole, non ha mai veramente tempo di compiangersi e tra un caffè possibilmente bollente) e qualche senso di colpa per un corso universitario che forse mai completerà, indaga scoprendo che la giustizia vale tanto quanto l’amicizia.

Una lettura piacevole che ci obbliga ad osservare anche i quartieri più degradati della città con l’occhio affettuoso di un innamorato cronico e incorreggibile.

Edizione: Guanda
Anno: 2018