Bastardi

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IL TARTAN NOIR NON BUONISTA DI MACKAY

Il titolo italiano di questo romanzo cupissimo e affascinante non potrebbe essere più azzeccato. Non c’è nulla nei personaggi di Mackay che possa piacere a un pubblico di lettori abituati a noir più “morbidi” o sbiaditi. Non c’è il buon investigatore che salva tutti, non c’è il poliziotto che deve espiare una colpa e fermare il cattivo, non ci sono rivalse né compensazioni. I bastardi di questo noir sono cattivi e basta e la loro è criminalità allo stato puro, senza indulgenze o remissione di peccati.  Anche la trama del romanzo è essenzialmente semplice e ricorda molto da vicino i noir americani degli anni ’40, quelli in bianco e nero che hanno reso famoso Bogart e Hawks.

Giovani malviventi che in una Glasgow cupa e indifferente cercano di rubare in casa dei ladri.

Prima era tornato a casa a vomitare, il che non faceva parte del piano. Ha vomitato nel gabinetto, è crollato sul pavimento del bagno e ha aspettato che il battito tornasse più o meno regolare.

Ladri che in questo caso sono criminali agguerriti e di grande esperienza delinquenziale alle spalle, molto più di loro e con una rete di contatti e possibilità in grado di annientare i due improvvisati soci, un killer di origine ceca e uno scozzese del sottobosco cittadino in possesso di informazioni importanti. E il colpo va a buon segno. I due giovani riescono a portarsi via parte dei soldi della sanguinaria banda Jamieson attirando sopra le loro teste la più grande caccia all’uomo mai vista a Glasgow tra bande rivali.

A questo punto il lettore non si aspetta molto di più e dà il finale per scontato. Invece il bello è ancora tutto da leggere. Mackay non ha paura di presentare personaggi e protagonisti scomodi e regala al lettore pagina di grande intensità narrativa e descrittiva dove la criminalità senza quartiere è il punto di partenza per parlare di quella parte di società alla deriva così incontrollabile e così propensa a non farsi salvare mai. Con una capacità di scrittura evocativa, l’autore pur non tralasciando particolari e caratteristiche scrive anche lui in “bianco e nero”. Concetto difficilissimo da spiegare se non si legge il romanzo. Un noir di nome e di fatto dove la luce della narrazione è perennemente soffusa e sfocata per permettere al lettore di immaginarsi tutto come se fosse in sala di proiezione. Un romanzo completo, essenziale, puro come solo un purista del genere come Mackay poteva immaginare.

Editore: SEM
Anno: 2017