Gialli Contemporanei

Tre passi per un delitto di Cristina Cassar Scalia, Giancarlo De Cataldo, Maurizio De Giovanni, Anno 2020

Ott 29, 2020 Barbara Monteverdi
Trama 96
Suspense 98
Scrittura 100
98
Il nostro voto 98

UN VASSOIO DI PRELIBATEZZE AL VELENO

L’idea di partenza è sfiziosa e originale: tre personaggi, tre autori diversi: il commissario Davide Brandi ha la voce di Giancarlo de Cataldo – Eppure, nello stesso istante in cui qualcuno decide di sopprimere un essere umano, nel perimetro territoriale che delinea la competenza dell’ufficio a me assegnato, la comunità esige che io dia un volto e un nome all’assassino. Questo è il mio compito. Ogni indagine è scandita da pressioni, tensioni, urgenze. Tutto è decisivo. Tutto, anche i particolari più insignificanti.

Marco Valerio Guerra, amante della vittima, è Maurizio De Giovanni – Voi ci credete al destino? No, non rispondete. E’ una domanda retorica. Per diversi motivi: il primo, fondamentale, è che di quello che credete non mi importa niente. Proprio niente. Capirete che, premesso ciò, le altre ragioni per le quali la vostra risposta non mi interessa perdono di significato; e tuttavia, volendo approfondire ancora, vi direi che il livello medio della gente. quindi il vostro livello medio, è così basso e prevedibile che non serve a nulla fare domande di cui si conoscono già le risposte.

Cristina Cassar Scalia ci racconta la moglie di Guerra, tradita ma non stupita. – Non avrei dovuto dirgli che sarei rimasta qui. Avrei dovuto cogliere la sua richiesta d’aiuto e tornare a Roma subito, senza esitazioni. Se l’avessi fatto, non saremmo arrivati a tanto. Penso e ripenso a quella telefonata. Scompongo il dialogo, lo ricompongo, immagino come sarebbero andate le cose se avessi risposto in modo diverso. Ma la realtà resta uguale, e adesso sembra non esserci più molto da fare. Nonostante l’assurdità della cosa.

Roma. Nell’elegante quartiere Prati, all’interno di un signorile appartamento viene trovato il cadavere di una giovane donna: Giada Colonna, 28 anni, impegnata nel mondo artistico. Il commissario Brandi subito intuisce che la vittima non doveva essere l’angelica creatura che qualche testimone descrive e si tuffa nell’indagine con sapiente, cinica, determinazione.

La sua figura, però, cede presto il passo al monologo del ricco, potente e privo di scrupoli Guerra e poi a quello della di lui moglie che con fine e controllato disagio si trova invischiata in una storia sordida non del tutto inaspettata.

Al di là del racconto vero e proprio – avvincente nella sua originalità compositiva – quello che colpisce è l’uniformità e l’equilibrio delle voci narranti, pur essendo i personaggi ben distinti e caratterizzati. Ci si aspetterebbe uno stile diverso per ogni scrittore, invece il tono è amalgamato alla perfezione e l’opera sembra scritta da un’unica mano. Un risultato davvero sorprendente.

Come sorprendente è il finale: da sgranocchiare lentamente godendosi ogni frase. C’è del dolce, del salato e parecchio piccante su questo vassoio di prelibatezze al veleno.

Editore: Einaudi
Anno: 2020