Thriller

Sto pensando di finirla qui di Ian Reid, Anno 2020

Ott 09, 2020 C.A. Brera
Trama 90
Suspense 90
Scrittura 84
88
Il nostro voto 88

UN VIAGGIO DA BRIVIDO

Un thriller psicologico che è già entrato nell’orbita cinematografica, con un’acclamata trasposizione targata Netflix.
È pieno inverno negli Stati Uniti centrali e una giovane donna affronta – col proprio fidanzato Jake – un viaggio in macchina nella gelida campagna americana, per recarsi a conoscere i genitori di lui.
Il paesaggio rurale, piatto e ovattato dal nevischio, è immobile nonostante l’auto percorra interminabili strade. Quest’atmosfera onirica concilia i pensieri della ragazza che, oltre al tragitto reale, intraprende un viaggio nella propria mente, trovandosi in balia di pensieri e sensazioni sbucate dal nulla, ma insistenti e tangibili più della realtà stessa. La giovane donna infatti matura la convinzione di voler chiudere la relazione. Dopo l’incontro coi genitori di Jake nella fattoria di quest’ultimi, la coppia si ferma davanti una gelateria e il ragazzo – inspiegabilmente – entra e sparisce nel vicino edificio scolastico, lasciando sola la giovane donna.

Da questo momento in poi inizia il vero thriller, con un’insensata caccia alla ricerca di qualcuno o qualcosa che forse non è reale. Un incubo nella testa di una persona turbata o un segreto che sta emergendo in tutto il suo orrore?

In certi passaggi è molto difficile per il lettore distinguere ciò che accade effettivamente nella trama, da ciò che è il semplice prodotto della mente della protagonista: l’intero romanzo è un susseguirsi di suoi pensieri, ricordi, sensazioni e valutazioni. Intramezzato da flash di incisi, la cui provenienza è ignota. La suspense, sempre nella seconda parte del romanzo, è tirata allo stremo. Fin troppo, dato che non genera quella curva crescente e decrescente che la rende efficace. Una suspense che, in sostanza, non trova mai pieno sfogo. Le atmosfere da Overlook Hotel – trasposte all’interno della tipica high school americana – sono molto ben riuscite, poiché si agganciano a un immaginario collettivo facile da evocare. Il senso di smarrimento in un luogo noto è particolarmente angosciante per chiunque.

Un thriller che volutamente lascia un senso di incompletezza.

Traduttore: Giulia De Biase

Editore: Rizzoli
Anno: 2020