Voglio vederti soffrire

Voglio vederti soffrire

Voglio vederti soffrire

IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI

“…ho scelto di credere alla bontà innata dell’uomo. Ho scelto di credere che non tutti i crimini sono commessi da persone cattive. E cerco di capire perché a volte ottime persone fanno delle azioni orribili” 

Le parole sono di Martin Vail l’avvocato del film Schegge di paura, pellicola del 1996 che a sua volta riprende il romanzo giallo di Diehl dove il confine tra quello che appare sotto gli occhi degli inquirenti e la capacità di scandagliare gli abissi dell’animo umano è davvero impercettibile. 

E allora ci si ritrova a chiedersi come è possibile che alcune persone possano arrivare a fare cose tanto tremende e perché mai nessuno intorno a loro ha mai compreso il loro disagio e la loro vera anima. La stessa domanda se la pone, Enea Cristofori, il protagonista di Voglio vederti soffrire, prima fatica letteraria di Cristina Brondoni, criminologa e giornalista forense.  

Enea è un profiler che in un caldissimo agosto milanese si ritrova a seguire più di un caso e a toccare con mano quanto la follia umana possa esprimersi nei modi più efferati. Un anziano uccide la propria moglie a colpi di accetta, una nota influencer muore misteriosamente dopo un soggiorno all’estero che non le ha portato le aspirate soddisfazioni, e un giovane precipita da una finestra e muore lasciando attoniti e distrutti i propri cari. Cosa lega tutte queste morti? E i ricordi e gli indizi che si ritroverà a seguire Enea quanto centrano anche con lui e il suo passato?

Sarebbe davvero troppo facile dire che Voglio vederti soffrire è un buon romanzo perché l’autrice ha cucinato una ricetta che conosceva alla perfezione. Non è così. Il libro funziona perché è vero che la Brondoni sa di cosa parla, ma la trama è solo un ingrediente che rende interessante questo giallo, dove non ci sono tracciati indicati e lineari per scoprire il colpevole bensì atmosfere e circostanze che determinano le conseguenze del Male.

E allora il percorso autoriale travalica il genere in sé per raccontare anche altro: disagio, malessere, difficoltà emotiva, problematiche sociali e isolamento. E può sembrare tanta roba se non si comprende come sempre che il sonno della ragione genera mostri e che una volta che la creazione è terminata lo stesso mostro agisce per conto e per mano dell’essere umano. Enea è un profiler esperto certo, ma a volte applicare alla lettera quanto si è appreso sul campo può non bastare. Il suo percorso, la sua attitudine, allora, diventano anche il nutrimento naturale dei lettori che scorrono le pagine come se fossero parimente chiamati a risolvere gli stessi casi. 

La tensione emotiva non corre sulla scia dell’efferato o del macabro, ma su quella dell’ambientazione e del disagio sociale ed emotivo. E questo fa più paura perché quelle donne e quelli uomini descritti e raccontati da Brondoni possono essere chiunque ci passa accanto per strada. 

Voglio vederti soffrire è un giallo sulla fragilità umana, una debolezza che negli ultimi decenni sembra essere diventata il comune determinatore della società 3.0. Milano d’estate ne è una diapositiva abbastanza realistica, ma lo è allo stesso modo anche Città del Capo, San Pietroburgo, Chicago, Manila. L’uomo è solo, dappertutto, con le proprie angosce e le proprie follie e se non si metterà mano al più presto per cambiare questa condizione chiunque, in un giorno qualunque, potrà avere il desiderio di veder soffrire chi gli sta accanto. 

Editore: Clown Bianco
Anno: 2019

3.7Overall Score

Voglio vederti soffrire

IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI “…ho scelto di credere alla bontà innata dell’uomo. Ho scelto di credere che non tutti i crimini sono commessi da persone cattive. E cerco di capire perché a ...

  • Trama
    4.0
  • Suspense
    4.0
  • Scrittura
    3.0