L'ombra di Nora

L'ombra di Nora

L'ombra di Nora

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Published: 10/06/2021

Format: Brossura

ISBN: 9788893903844

TRAMA

A volte il destino decide per noi, a volte sono solo coincidenze, a volte l’istinto prende il sopravvento e anche se noi sappiamo che a condurci non è la ragione, ci facciamo trasportare comunque perché c’è quella vocina insistente nella nostra mente e nel nostro cuore che ci dice che va bene così, che è così che dobbiamo fare. E tutto può partire semplicemente da un incontro fortuito, da un posto assegnato in treno, proprio come succede al capitano dei carabinieri Agostino che sta raggiungendo in treno la sua nuova destinazione, Verona, dove con il recente grado di maggiore inizierà un nuovissimo percorso di vita. Ma non subito. Perché proprio sul quel treno e vicino al suo posto a sedere c’è Nora Casiraghi. Elegante donna non più giovane che sta attraversando un momento per nulla facile. Il carabiniere e l’anziana donna iniziano a chiacchierare prima cordialmente, ma poi, con il sopraggiungere di un guasto al treno la conversazione diventa sempre più intima e confidenziale, fino a che Agostino comprende che Nora ha bisogno del suo aiuto e che lui deve arrivare a Milano con lei. Solo qui potrà scoprire chi c’è dietro ai tormenti che sono piovuti addosso all’anziana ed elegante gallerista e chi o cosa le sta gravando sull’esistenza come una minaccia sottile, pericolosa, misteriosa.

PERSONAGGI

Chi conosce l’autrice e conosce i suoi libri non può non avere già apprezzato il maggiore Agostino, uno che ama profondamente il suo mestiere e che è capace di mettere in fila tessere diverse con ostinazione e talento fino a raggiungere il quadro perfetto del puzzle. Agostino ha più di una qualità: è un bravo investigatore, ma è insieme una persona profonda, emozionale, generosissima. È lui che prima di abbandonare il suo vecchio incarico a Gubbio lascia al giovane carabiniere che ha indagato con lui un messaggio che è insieme un incarico e un insegnamento. Ed è sempre lui che non esita un attimo a proseguire il suo viaggio per Milano pur di non lasciare una anziana donna a sbrogliare una faccenda più grande di lei. Un personaggio così da solo fa tutto il racconto. Lo si ama, lo si ammira, si tifa spudoratamente per lui come se fosse un parente o un amico del cuore. In questo lavoro specifico, però, l’autrice fa un passo avanti e gli mette accanto la coprotagonista più azzeccata per fargli da controcanto: Nora Casiraghi, immensa nella sua vulnerabilità. E attraverso Nora che il lettore comprende ambienti e dinamiche di una Milano sconosciuta ai più e che a tratti ricorda la Parigi dei primi del ‘900 con quei personaggi a metà tra il grottesco e l’ambizioso, l’artistico e la millanteria, tutte figure che arricchiscono una trama di per sé già perfetta e che non vanno comunque a togliere nulla alla bellezza e alla imponenza dei protagonisti.

AMBIENTAZIONI

Milano è più che una ambientazione in L’ombra di Nora è a tutti gli effetti un altro protagonista e un altro personaggio. È una città che forse chi legge può solo avere immaginato perché come succede per metropoli dove sembra accadere sempre tutto e proprio lì, anche nella città meneghina si viene distratti dal tanto, dal troppo che girà vorticosamente tra le piazze, tra gli ambienti aperti al pubblico e in quelli più ristretti. C’è arte, c’è cultura, c’è movida, ci sono eventi (anche sportivi) e c’è il sodo, o almeno un po’ di più di quanto ne possa girare altrove. E allora storditi da Milano può succedere che alcune cose sfuggano, o perlomeno rimangano al margine della conoscenza dei più. In questo romanzo l’autrice tutti questi luoghi-non luoghi invece li descrive e li narra alla perfezione e quindi la fascinazione di chi legge risulta inevitabilmente amplificata. Ma in questo giallo non bisogna dimenticare che tutto comincia sulla carrozza di un treno, ambientazione ideale da sempre per molta letteratura classica e altrettanta cinematografia, e quindi ancora brava l’autrice che con un semplice escamotage narrativo è riuscita subito a prendere per mano i lettori e a portarli molto lontano.

INTERVISTA

Patrizia hai confezionato un giallo davvero affascinante che per alcuni aspetti ricorda la grande tradizione della giallistica italiana e per altri l’intensità e la robustezza dei grandi best seller internazionali. Da dove nasce questa storia o a chi ti sei ispirata?

Sono i luoghi a generare le storie, per me è sempre stato così. I luoghi sono il cuore della scrittura, perché contengono un rapporto particolare con il tempo. Il primo giallo, Il talento della vittima, non è nato a Gubbio ma da Gubbio, dalla sua storia, i suoi tesori archeologici come le Tavole Eugubine e la sua comunità, dal rapporto decisivo che hanno gli eugubini con il loro passato che trattano come una dimensione completamente presente, come un tempo grande che perdura e detta ancora la sua legge. Nello stesso modo L’ombra di Nora ha preso corpo dalla metropoli milanese, dalla sua energia economica e simbolica, dalle contraddizioni che sprigiona. Milano è da secoli un grande centro di commerci, e oggi l’unica città italiana proiettata nel futuro. L’idea di concentrare l’attenzione sul mercato dell’Arte contemporanea nasce da questa sua peculiarità. E dal fatto che è un mondo che conosco. Sono nata in una famiglia di artisti visivi e ne ho conosciuti molti di persona. La nostra casa era sempre aperta agli amici artisti e da bambina li sentivo discutere, ho imparato così che cosa significa fare quel genere di lavoro, e che tensione, che sfide comporta. E che rapporto c’è tra gli artisti contemporanei e i maestri del passato, come Michelangelo e Leonardo. I loro tesori rimasti a Milano, la Pietà e il Cenacolo, noi li ammiriamo come capolavori silenziosi, ma a loro parlano – sono opere che contengono i segreti del mestiere, indicazioni che li sollecitano e con cui si confrontano con estrema tensione. E per questo trattano quei maestri senza soggezione, da complici. Riconoscono le loro difficoltà e il prezzo umano che sono costate. Questo vale per tutte le arti, per la musica e la letteratura, naturalmente. Ma gli artisti visivi sono una comunità che è stata poco raccontata, e mi sembrava l’ora di provarci. Questo per quanto riguarda l’ambiente della storia. Per i personaggi, invece, succede sempre che mentre prendono corpo attirano come calamite aspetti di diverse persone. 

Tanti personaggi e tutti descritti magistralmente a partire dal maggiore Agostino fino alle figure minori che ruotano intorno alla vita di Nora. A te chi piace di più tra tutti loro e chi faresti tornare magari in un tuo prossimo lavoro?

Qualcuno dice che per fare un personaggio servono almeno tre persone da modello, e c’è qualcosa di vero. Nel maggiore Agostino ritrovo senza dubbio qualcosa di mio padre, che è stato per tutta la vita, e lo è ancora, un investigatore privato. E per Nora, qualche grande figura femminile che mi è capitato di conoscere da vicino. A loro va la maggior parte del mio affetto. Quanto agli altri, non so ancora chi di loro sbucherà nel prossimo libro. Quello che è certo, è che Agostino non dimentica, la memoria è un aspetto fondamentale del suo carattere e del suo talento. A lui delego il compito di suggerirmi chi farà parte della sua storia futura.    

Una Milano caleidoscopica quella del tuo ultimo romanzo dove fascinazione per la grande città e prudenza per quello che un ambiente simile può nascondere vanno di pari passo, praticamente la location ideale per ambientare la tua meravigliosa storia. Quindi non è vero che Bologna e Roma hanno destituito la città meneghina, Milano regge ancora e bene nelle storie di voi giallisti?

Non credo troppo nelle gare tra municipi, mi fanno sorridere. Con il mio lavoro di attrice ho vissuto e abitato in tutte le città italiane, e ognuna potrebbe generare un libro. Ma Milano è la mia città mentale, e da quando vivo a Roma, mi pare di vederla e capirla meglio. La distanza la cristallizza in immagini sintetiche, che alimentano la scrittura. Di questo soltanto sono sicura, che al maggiore Agostino toccherà affrontare ancora questa metropoli, in futuro, dopo gli anni a Gubbio dove si è rintanato per starsene al sicuro. Il contrasto tra quel borgo immerso nella sua storia antica e questa città frenetica, innamorata dell’attimo presente, fa parte della sua storia di personaggio. Il contrasto è indispensabile in una storia, fa scaturire immagini come scintille, se le sappiamo riconoscere. In fondo ogni incontro che facciamo ci trasforma, nel bene e nel male, ci mette in crisi e ci rende più forti. Perché non dovrebbe succedere la stessa cosa a un personaggio? Questo conta soprattutto per me, che da ogni indagine l’inquieto Agostino esca trasformato, arricchito dalla nuova esperienza, e anche un po’ provato. Non lo siamo tutti? provati da quello che ci capita? M’interessa raccontare questo, in un giallo, come affrontiamo l’esperienza della nostra vita. Quindi sì, Milano regge benissimo anche questa sfida.

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