Il sanguinaccio dell'immacolata

Il sanguinaccio dell'immacolata

NEL NUOVO ROMANZO DELLA TORREGROSSA TUTTI I PROFUMI DELLA SICILIA

Un’autrice che non conoscevo, Giuseppina Torregrossa. Che presto diventerà una delle mie autrici preferite. È stata una piacevolissima scoperta e mi chiedo come abbia fatto a non averla mai letta prima. Come sempre, quando un autore mi piace vado a cercarmi la sua bibliografia e ho scoperto che di gialli ne ha scritti tanti. Mi auguro che siano tutti al livello del Sanguinaccio, così da garantirmi diverse altre ore di piacevole lettura.

Comunque, quando ho iniziato a leggere, non avevo idea di cosa mi aspettasse. La cover, a dire il vero, non mi ha entusiasmata e anche adesso – a libro terminato – mi chiedo cosa voglia suggerire al lettore. La storia invece mi ha presa dalle prime righe e si è mantenuta così, intrigante e gradevole, fino all’ultima. Mi è piaciuto molto l’accostamento della vicenda con i sapori caratteristici del Natale, sapori che sono anche miei. Come il sanguinaccio che dà il nome al romanzo. Anche se dalle mie parti è un dolce tradizionale del Carnevale ho ritrovato quasi identica la ricetta giunta nelle mie mani da mia madre che a sua volta l’aveva imparata da mia nonna, e così via. 

Non farò un torto alla Torregrossa paragonandola al grande Camilleri per il solo fatto di ambientare entrambi le loro storie in Sicilia e di adoperare il figurativo dialetto siciliano. No, quest’autrice è brava di per sé, senza paragoni. Riesce a portarci in Sicilia, immergendoci nel fascino di Palermo, nei suoi profumi, nei suoi colori. Andiamo al mercato insieme alla vicequestora Pajno, e insieme a lei compriamo la verdura croccante, la frutta colorata, il pesce fresco. 

Siamo con la Pajno quando affronta il problema comune a tante donne, la lotta contro i chili di troppo, con la voglia di sentirsi belle e ammirate come qualsiasi donna. Ma la vicequestora non è una donna comune: a capo della sezione contro i femminicidi, è una poliziotta competente e capace che si affida – letteralmente – al suo fiuto. È il naso che la aiuta nelle indagini e che, come si scoprirà alla fine, la aiuta pure quando lei ne dubita, dubitando di se stessa.

Unica pecca, secondo me, è la mancanza di suspense, dovuta probabilmente allo stile della narrazione. Per quanto sia piacevole approcciarsi alla vicenda da diverse angolazioni, questa scelta penalizza la tensione. Ma è una mancanza davvero minima rispetto a tutte le altre ottime qualità del romanzo.

Il sanguinaccio dell’Immacolata è infatti una storia complessa e articolata, ricca di sfaccettature e di approfondimenti psicologici. Ho anche assai apprezzato la conclusione da cui si evince che sottovalutare una donna non è mai una buona cosa. Chi lo fa, è destinato a perdere.

Editore: Mondadori
Anno: 2019

3.7Overall Score

Il sanguinaccio dell'immacolata

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  • Trama
    4.0
  • Suspense
    3.0
  • Scrittura
    4.0