Gialli Contemporanei

Parti in fretta e non tornare di Fred Vargas, Anno 2001

Nov 10, 2015 Manuel Figliolini
Trama 60
Suspense 80
Scrittura 70
70
Il nostro voto 70

A Parigi, la gente cammina molto più in fretta che a Guilvinec, Joss l’aveva constatato da parecchio tempo. Ogni mattina, i pedoni filavano lungo l’avenue du Maine a una velocità di tre nodi. Quel lunedì Joss Filava a poco meno di tre nodi e mezzo, nello sforzo di recuperare un ritardo di venti minuti. Per via dei fondi di caffè che si erano completamente rovesciati sul pavimento della cucina.

Nella notte parigina compaiono degli strani segni sulle porte delle case, segni che assomigliano a dei numeri 4 capovolti. In un angolo della ville lumiere intanto vengono recapitati degli strani messaggi che parlano di malattie e morte. Il commissario Adamsberg intuisce il legame tra i messaggi e gli strani numeri. Il presagio di qualcosa di lontano che torna, la morte nera non è poi così lontano.

Questo libro in Italia è stato il primo ad essere pubblicato della serie del commissario Adamsberg, ma non il primo con lui protagonista scritto da Fred Vargas. Infatti il libro, in Francia uscito per terzo dopo “L’uomo dai cerchi azzurri” e “L’uomo a rovescio”, sembra il prequel dove alla trama poliziesca s’intreccia anche l’adattamento del commissario in una nuova squadra anticrimine.

La scrittura è quella della Vargas, un crescendo stilistico e la naturale conseguenza degli altri due. Per chi la leggesse per la prima volta, consiglio vivamente d’iniziare da questo libro.

La scrittrice Fred Vargas, in questo romanzo, dimostra di essere una cultrice di libri gialli di inizio secolo. La trama ha molti punti di collisione con il libro di John Rhode del 1928 “I delitti di Praed Street”. Una grande città che si riduce ad un quartiere. Una comunità forte vittima di strani accadimenti. Degli omicidi sconnessi tra loro ed un finale sorprendente.

Adamsberg affronta tutto con il suo intuito che questa volta surclassa il giallo classico, aumentando quel surrealismo che già si era incontrato con “L’uomo a rovescio”. Lui, schivo e stralunato, dimostra capacità sopraffine e trascina il lettore tra un passato e un presente mischiando le carte. Fred Vargas non dà una connotazione temporale agli accadimenti che non collocandosi con precisazione trasportano il lettore dal medioevo ai giorni nostri.

Non rispettando proprio i canoni del giallo classico, la Vargas, riesce a costruire un genere giallo tutto suo che si era già visto con i suoi altri 2 libri. In questo il concetto è ribadito a forza, manipolando una malattia che ha messo in ginocchio l’Europa e che ormai non spaventa più: la peste. Si conferma una scrittrice storico-poliziesca preparata e capace. E i suoi personaggi hanno la capacità di rimanerti nel cuore.

Traduzione: Maurizia Balmelli, Margherita Botto
Edizione: Einaudi Editore

Anno: 2012