uomo delle castagne
Thriller

L’uomo delle castagne di Soren Sveistrup, Anno 2019

Lug 19, 2019 Cristina Panepinto
Trama 85
Suspense 85
Scrittura 85
85
Il nostro voto 85

UN FILM NERO SU BIANCO

L’autore danese Soren Sveistrup nasce artisticamente come sceneggiatore, una tecnica espressiva che, come egli stesso dichiara, gli risulta particolarmente consona per esprimere tutto ciò che ha dentro. Forse è per questo che, quando decide di scrivere il suo primo romanzo, sceglie di conservare un taglio decisamente cinematografico, concedendosi però una maggiore profondità di indagine all’interno degli eventi e dei personaggi.

Una sceneggiatura ha infatti uno sviluppo orizzontale. In essa domina l’azione e ogni pensiero deve essere dedotto da movimenti, dialoghi e espressioni del corpo. Un romanzo, al contrario, permette al lettore di entrare nella testa dei protagonisti e gli fa vivere  i loro sentimenti più nascosti.

“L’uomo delle castagne” (ed. Rizzoli) si presenta quindi come un film ben architettato, che apre una finestra sul non detto. È scorrevole, intrigante e condotto da una penna sapiente, in grado di rendere alla perfezione ciò che descrive. Tanto bene, che non si riesce a girare lo sguardo nemmeno quando si vorrebbe farlo, ovvero quando le descrizioni sono troppo forti e ribaltano lo stomaco. La storia ha infatti tutti gli elementi giusti per appassionare. C’è la tradizione degli omini di castagne, che sicuramente risveglia negli abitanti del nord sentimenti e rimandi legati all’inverno; c’è una ragazzina data per morta, per cui all’improvviso si riapre una speranza; ci sono ambienti familiari agiati e influenti, non privi di ambiguità; infine c’è un killer seriale, che affascina e sconcerta con la sua crudeltà, le cui radici affondano in un terribile passato.

La forza del romanzo si rivela però a mio parere anche il suo limite. Pur nella sua bravura, Sveistrup non riesce del tutto a compiere il salto in profondità e l’azione finisce per predominare sull’analisi psicologica. Lo si vede chiaramente nelle figure dei due investigatori, Hess e Thulin, un uomo e una donna sempre chiamati solo per cognome, della cui vita veniamo a sapere tanto, ma senza sviluppare per loro l’empatia che invece sarebbe nelle intenzioni dell’autore.

Il romanzo rimane comunque una lettura piacevole, con una conduzione della trama interessante e una caccia all’assassino per nulla scontata.

Traduttore: Bruno Berni

Editore: Rizzoli
Anno: 2019