Tanti sono i temi e gli spunti che il romanzo di Chevy Stevens “Non ti lascerò” (edito da Fazi editore) trattiene nelle sue pagine, ma uno su tutti domina il romanzo ed è lo stalking. Lo stalking è un insieme di comportamenti persecutori ripetuti ed intrusivi. Ed è quello che vive la protagonista Lindsey?

La protagonista e sua figlia vivono in famiglia un non proprio vero stalking, ma una oppressione ingiustificata della quotidianità dettata dagli abusi alcolici del marito che prevaricano il normale scorrere della vita di una famiglia. Ma tutto si trasforma e diventa stalking quando il marito di Lindsey esce di galera (per scoprire la motivazione della carcerazione non vi resta che leggere il romanzo).

Quando Andrew è fuori tutto diventa stalking. Ma non solo nelle vere azioni dell’ormai ex marito, anche negli accadimenti casuali che caratterizzano la vita di Lindsey. Ed è questa una delle domande che involontariamente pone la scrittrice Stevens: quanto basta ad uno stalking per far diventare la quotidianità una persecuzione? Basta poco, veramente poco. E qui entra in gioco la paura.

Quella stessa paura che il persecutore ha creato nella mente di Lindsey. A lei basta sapere che lui non è più in galera per dare al suo mondo una colorazione diversa, lui pervade la sua tela di terrore e di ossessione. Il pensiero della vittima diventa ossessivo, non agisce più per sé o per la figlia ma agisce per smascherare il suo stalker. Dargli una colpa vera e che trova giustizia nella condivisione degli altri.

La mente della vittima cambia, il terrore è un compagno di vita e tutto riporta ad una sola causa. Ed è quello che nello stalking è l’apice dell’azione dello stalker.

Chevy Stevens descrive bene tutto questo lavoro psicologico della protagonista e non solo. Anche la visione della figlia cambia, ma con quella permissività che le permette di capire l’altro solo perché non diretta vittima dello stalking.

La scrittrice ci presenta una figlia matura ed una protagonista che non vede l’ora di potersi attaccare a qualcuno per sconfiggere insieme questa sua paura. L’ammissione d’incapacità di reazione solitaria, è una svolta per la vittima che deve ripiegare sugli altri per scappare da altri. Ma è anche vero che in  una ricerca spasmodica di aiuto, si potrebbe incappare in un approfittatore, è questo che succede a Lindsey?

Leggere il romanzo della Stevens alternandolo alla serie tv “You”, in onda su Netflix, t’immerge in un bagno di vite vittime di stalker ma ti fa anche capire le differenze e che non c’è un solo modo di essere stalker, ma c’è solo un modo di essere vittime. L’inconsapevolezza di come un presunto amore possa volgere.

Il blogtour continua domani con Le Ambientazioni a cura di Thrillernord, se invece vi siete persi le tappe precedenti, vi lascio i link degli altri siti: Contorni di Noir, MilanoNera, Penna d’oro e Peccati di penna.

Traduttore: G. Marano

Editore: Fazi
Anno: 2019