rossana girotto
Altre forme di giallo

L’abbraccio della sirena di Rossana Girotto, Anno 2019

Gen 10, 2020 Barbara Monteverdi
Trama 80
Suspense 85
Scrittura 75
80
Il nostro voto 80

POESIA ED INCUBI SULLO SPECCHIO DEL LAGO

Racconti brevi, alcuni addirittura fulminei, e molto particolari. Rossana Girotto è stata ribattezzata “la poetrice” da Andrea Pinketts e, davvero, i suoi cupi quadri del Lago Maggiore hanno un profumo poetico, nonostante la trama gialla sia presente dalle primissime righe di ogni storia.

Stresa, Cannobio, Cannero scivolano sotto i nostri occhi come panorami nuovi, malinconici perché portatori di morte, ma odorosi di lago e accompagnati dal sottofondo musicale dello sciabordio dell’acqua.

Loris, di professione giornalista, e i suoi amici scrittori, pittori, scenografi inciampano in piccole/grandi storie di disperazione, amore, vendetta che portano sempre lo stigma dell’intima solitudine degli esseri umani, la loro incapacità ad affrontare la vita e le sue sorprese con attenzione e riguardo. No, molto più facile reagire con una coltellata, o brandendo una rivoltella per cancellare per sempre fisicamente l’onta del fallimento.

Tra tutti i racconti spicca NEGATITE’,  e già il titolo destabilizza.

Negatité, parola che indica tipologie di attività umana le quali, per quanto non comportino direttamente un giudizio negativo, considerano la negatività come parte integrale della loro struttura: esperienze quindi che comportano assenza, mutazione, interrogazione, distruzione.

C’è tutto questo, all’interno del racconto, ma anche molto di più: c’è l’incanto triste del lago, c’è un uomo al quale nove anni di carcere non hanno insegnato nulla, c’è una donna caparbia e ingenua. E la vita che corre, si blocca, riparte e scivola via liquida come il lago.

Oppure ci si può soffermare su DIMENTICARE RANCO, storia tristissima e crudele che non ci permetterà mai più di dimenticare Ranco. Il che ci fa pensare che Rossana Girotto possieda una buona dose di ironia che distribuisce tra i suoi lettori con un filo di cattiveria….

Questi sette racconti sono tutti interessanti e hanno il pregio di avere un occhio diverso su un paesaggio, anche umano, che si tende a banalizzare quando se ne sottolineano solo gli aspetti bucolici. Macchè: qui c’è sangue, cattiveria, livore profondo e un colore grigio antracite che predomina. Il tutto stemperato, come si è detto, da momenti poetici quando la nostra “poetrice” si sofferma su un angolo nascosto di natura solitaria, un ciuffo d’erba bagnato dalla pioggia, una nuvola che si rispecchia nel lago. Ma sono istanti di pace che ci servono a prendere fiato prima di proseguire l’arduo cammino lungo il sentiero della malvagità e noi stiamo al gioco con la certezza che quando capiteremo nuovamente sul Lago Maggiore lo guarderemo in altro modo, con più rispetto e un certo sospetto.

Edizioni: Il vento antico
Anno: 2019