Altre forme di giallo

La macchina anatomica di Lucio Sandon, Anno 2018

Dic 20, 2019 Barbara Monteverdi
Trama 90
Suspense 89
Scrittura 85
88
Il nostro voto 88

SE IL DIAVOLO CI METTE LA CODA

La quarta di copertina parla di “romanzo esoterico”, io l’ho vissuto come un romanzo storico assai cupo e truculento, con una spruzzata di giallo/horror molto ben inserita nel racconto, tanto che è difficile, per il lettore, definire questo testo.

Sicuramente, coinvolge moltissimo e provoca una sensazione di claustrofobia, soprattutto nella prima metà del racconto, quando accompagniamo  le vicende drammatiche del povero architetto Angelo Aquilani che nel giugno del 1740 viene scaraventato in un antro mefitico sotto a Castel dell’Ovo, a Napoli, senza sapere la ragione di questa orribile prigionia.

Alla base di tutto, c’è la ricerca spasmodica del tesoro di Alarico, seppellito alla confluenza di due fiumi, più di 1300 anni prima. Ma questo lo sappiamo noi lettori, mentre il povero Angelo all’inizio deve arrabattarsi con immagini mistiche e insospettabili aiuti da parte di un feroce coccodrillo, per venirne fuori in qualche modo ed essere scaraventato nuovamente in una situazione a dir poco allucinante.

In questo strano romanzo, niente è come sembra: i buoni non lo sono affatto, i cattivi potrebbero non esserlo e l’unica certezza è il buio che pervade Napoli e le anime nere che la popolano. Eppure, c’è amore per questa città, la patria adottiva di Sandon che pare stregato dai suoi vicoli (i quali, a volte, pur chiamandosi così sono delle ampie strade…tanto per confondere ulteriormente il lettore) e dalle forme umane e bestiali che la popolano.

Anche il lettore rimane ammaliato dal racconto di queste vite cupe e, schivando templari e Rosacroce, accompagna Angelo Aquilani nella sua avventura tra le viscere di una città magicamente oscura. Ogni tanto il racconto scivola nel didascalico, qualche personaggio viene allontanato dalla storia in modo un po’ troppo sbrigativo, però la lettura risulta complessivamente piacevole e le vicende narrate sono originali e ben ambientate.

Un po’ cappa e spada, un po’ psicodramma, parecchio visionario,abbiamo l’impressione che questo “giallo” sia più simile ad un feuilleton ottocentesco che ad un romanzo scritto oggidì. Però è estremamente piacevole abbandonarsi alla voce di Sandon, che ci porta lontano nel tempo e ci permette di osservare il mondo con lo sguardo meravigliosamente timoroso di un bambino nella notte di Halloween.

Editore: Graus Editore
Anno: 2018