Thriller

Io uccido di Giorgio Faletti, Anno 2002

Giu 02, 2015 Manuel Figliolini
Trama 70
Suspence 70
Scrittura 70
70
Il nostro voto 70

“L’uomo è uno e nessuno. Porta da anni la faccia appiccicata alla testa e la sua ombra cucita ai piedi e ancora non è riuscito a capire quale delle due pesa di più. Qualche volta prova l’impulso irrefrenabile di staccarle e appenderle a  un chiodo e restare lì, seduto a terra, come un burattino al quale una mano pietosa ha tagliato i fili. A volte la fatica cancella tutto e non concede la possibilità di capire che l’unico modo valido di seguire la ragione è abbandonarsi a una corsa sfrenata sul cammino della follia.”

Un serial killer sconvolge la quiete del rinomato Principato di Monaco, la polizia non riesce a capire chi è l’artefice di quelle atroci uccisioni. Il commissario Hulot si fa aiutare da un amico, l’agente dell’FBI Frank Ottobre, a districare questa matassa invisibile. Un killer astuto e preparato mette a dura prova le capacità della polizia monegasca.

Tra le pagine di questo romanzo, Faletti ci trasporta in un giallo dai sapori europei ed americani, in quel giusto mix alle volte difficile da definire anche per caratteristiche stilistiche ben precise. Si allontana dal classico giallo del paesino risolto dal commissario in carica e cerca di condire questo distacco con delle punte di “americanizzazione” coinvolgendo agenti dell’FBI e protagonisti d’oltreoceano.

Tutto il romanzo è dominato da un senso d’incompiuto. Incompiuta è la risoluzione del primo omicidio, incompiuto è il passato di Frank Ottobre, incompiuta è anche la storia personale del commissario Hulot. Faletti crea dei personaggi in bilico tra il passato ed il presente … per tutti il passato porta dei forti squilibri interiori … ma nessuno cerca di risolverli, anzi ci convivono. L’unico che cerca una soluzione a questo malessere è forse il personaggio meno evidente del romanzo.

L’omicidio palesa un malessere dei protagonisti, una tormenta interiore che li caratterizzerà per tutto il romanzo … e questo buio si dissiperà con la soluzione del caso. Uno stato d’animo generale che non ti spinge a ricercare il colpevole insieme ai protagonisti ma ad analizzare questo sentimento che cresce dentro anche il lettore.

Giorgio Faletti scrive un romanzo che sembra una sceneggiatura di un film, a questa affermazione mi domando come mai nessuno lo abbia fatto. La scrittura è scorrevole e semplice, ti trattiene molto sulla psicologia ed esce, nella costruzione del romanzo, dal canone di romanzo poliziesco classico.

Un romanzo che rimarrà nella storia del poliziesco italiano perchè capostipite di uno stile, che nessuno a poi veramente copiato. Sicuramente un romanzo che può far discutere, può essere amato o odiato.

Edizione: Baldini Castoldi Dalai

Anno: 2003