Gialli Contemporanei

Io sono il castigo di Giancarlo De Cataldo, Anno 2020

Lug 10, 2020 Antonia Del Sambro
Trama 96
Suspense 95
Scrittura 100
97
Il nostro voto 97

UN ROMANZO DAL PROTAGONISTA FORTE COME ATLANTE

Mi vorrebbe suo complice nel crimine estetico di abbinare un raffinato abito militare a quella atrocre sciarpa fatta a maglia, chiaramente uno dei primi sforzi della sua fidanzata.

Sherlock Holmes dice questa frase al dottor Watson nel film del 2011 Gioco di ombre diretto molto bene da Guy Ritchie, ex e unico marito della regina del pop Madonna, abbandonato dalla stessa perché troppo inglese, o almeno così dicono i bene informati. Ma comunque un buon regista dato che in entrambe le sue pellicole dedicate alla figura del detective più famoso del mondo, inglese anche lui per l’appunto, la prima è del 2009, riesce perfettamente a riportare sullo schermo le attitudini, i pregi, i vizi, lo snobismo aristocratico camuffato da ironia e l’incredibile fiuto che caratterizzano il fortunato personaggio creato da Conan Doyle e che ha dato il via al genere del giallo deduttivo.

Giallo deduttivo può essere considerato anche l’ultimo libro di Giancarlo De Cataldo, un maestro italiano della narrativa che ha dimostrato ampiamente negli ultimi anni di saper cogliere i gusti e le inclinazioni di lettura dei contemporanei e di servire loro romanzi di genere perfetti e affascinanti. Ma anche i lettori più affezionati e bravi conoscitori di De Cataldo mai avrebbero immaginato una sorpresa quale Manrico Spinori della Rocca, Rick per gli amici. Un PM che pur essendo lontano nel tempo e nell’aspetto da ser Holmes ne ricorda moltissimo attitudine e ingegno.

In realtà Rick è più affabile e se possibile anche più simpatico, ama divertirsi, andare all’Opera, bere whisky e apprezzare le belle donne e ha anche una famiglia, se pur non proprio usuale, vive in un palazzo nobiliare, ha un rapporto speciale con il proprio maggiordomo e ha un carattere d’altri tempi, pacato e riflessivo. E così guadagnandosi il soprannome di “Contino”, Spinori deve dimostrare che a prescindere dal suo background è un investigatore sopraffino, un PM determinato e che proprio grazie alle sue doti personali, alla sua passione per l’Opera e alla sua cultura riesce a giungere lì dove gli altri non arrivano e a risolvere anche i casi più astrusi.

La prima indagine di Manrico Spinori narra della morte di un certo Ciuffo d’oro, famoso cantante pop degli anni Sessanta poi diventato potente guru dell’industria discografica. Subito era parso un incidente stradale, ma non è così: qualcuno lo ha ucciso. Del resto, alla vittima, i nemici non mancavano e per il movente c’è solo da scegliere.

E diciamoci la verità questa trama è scontatissima e inflazionata. E infatti Io sono il castigo, ultima fatica letteraria di De Cataldo, è uno di quei libri capostipite di un ciclo che ha ragione di esistere solo ed esclusivamente per il suo protagonista.  L’autore è infatti bravissimo a presentare il suo nuovo personaggio nella sua veste migliore e con la migliore squadra investigativa possibile ad affiancarlo: una squadra tutta al femminile capitanata dall’esuberante Deborah Cianchetti.

Il dado è tratto. Tutti loro faranno la storia e la fortuna degli altri racconti di De Cataldo, che ha mirato per bene, sparato con cura e fatto CENTRO! Chi legge Io sono il castigo all’ultima pagina già pensa alla nuova avventura di Sironi & Co. Già pensa che questi personaggi gli mancheranno moltissimo. Già pensa di prenotare il nuovo libro, esattamente come facevano i fan di Holmes e di Watson alla fine del XIX° secolo.

Un magistrato non può permettersi simpatie e antipatie. Ma un uomo sì, e che diavolo

Caro Rick noi ti amiamo già perdutamente come magistrato e come uomo

Editore: Einaudi
Anno: 2020