Gialli Contemporanei

Intrigo in Costa Verde di Gianluca Arrighi, anno 2020

Ott 30, 2020 Barbara Galimberti
Trama 75
Suspense 75
Scrittura 75
75
Il nostro voto 75

ROSSO SANGUE IN COSTA VERDE

Giallo classico, ambientato in Sardegna; inizia subito col “botto”: l’avvocato milanese Daniele Castriota viene gravemente ferito da un proiettile all’uscita dal tribunale. Il suo collega e amico romano Alex Manfredda si reca immediatamente in Sardegna cercando di dipanare l’intricata matassa partendo da un caso di cui Daniele avrebbe dovuto occuparsi, aiutato dal maresciallo dei carabinieri della cittadina di Coraddu, centro attorno al quale si svolge la contorta vicenda.

Storia non originalissima, ma di solido impianto con una scrittura semplice e pulita che rende agevole la comprensione degli eventi. Peccato non ci sia un approfondimento del carattere dei personaggi, così che di loro sappiamo come vestono e che auto guidano, ma restano a due dimensioni, come figurine ritagliate da un foglio.

Marcialis era sui cinquant’anni, corporatura media, capelli neri e un viso aperto, simpatico. I suoi occhi marroni erano vivaci e penetranti. Indossava un abito grigio sartoriale con sotto una dolcevita blu che lo riparava dal freddo della sera di ottobre. Aveva l’aria di un qualsiasi uomo d’affari di una qualsiasi provincia italiana. Alex si sedette “E’ suo il “DESOGOS”, signor Marcialis?”

Alex, l’avvocato che si ingegna investigatore, ci ricorda un po’ troppo il Cavaliere Senza Macchia e Senza Paura, che affronta killer e malavitosi come se non avesse fatto altro nella vita. Oddio, vero è che in quanto penalista è abituato a frequentazioni dubbie, ma reagisce un po’ troppo compostamente a tentativi di accoltellamento, spari e investimenti falliti.

Un valido aiuto, però, lo trova nella pratica del rilassamento yoga, che viene descritta in modo piuttosto approfondito ed interessante in tre occasioni.

Non poteva eseguire le posizioni verticali di equilibrio perché la caviglia gli faceva ancora male. Si limitò a cercare il radicamento e la centratura nell’asana della montagna e poi si soffermò nella posizione del gabbiamo, ad angolo retto con il busto piegato in avanti e le braccia tese all’indietro lungo il corpo: percepì la sensazione di calma interiore, di determinazione e di libertà, che divenne più forte quando allargò le braccia lateralmente.

Lettura piacevole e garbata, nonostante un numero di morti abbastanza cospicuo, visto che l’autore non si sofferma sugli aspetti truculenti degli omicidi che avvengono prima e durante la visita di Alex Manfredda. Adatta, perciò, a chi ama l’intrigo ma non il “pulp”.

Editore: CentoAutori
Anno: 2020

Barbara Galimberti

About The Author

Da ragazzina ho incontrato per la prima volta un libro, grazie alla maestria di Agatha Christie e i suoi “10 piccoli indiani”, ho iniziato a immergermi nella lettura e il libro piano piano è diventato un grande amico. Prediligo i gialli, i thriller ma leggo libri di qualsiasi genere letterario. Ho amato “La trilogia di K” di A. Kristof, “In un milione di piccoli pezzi” di J. Frey, “Lessico familiare” di N. Ginzburg e molti altri. Nella mia libreria vi sono chiaramente i libri di Agatha Christie ma anche quelli di Kathy Reichs, John Grisham, James Patterson, Franco Forte, Giorgio Scerbanenco, Fulvio Capezzuoli… Sono sempre alla ricerca di nuove letture, nuovi autori e nuove passioni. Leggo ovunque e in qualsiasi momento. “Se mi state cercando mi troverete tra gli scaffali di una biblioteca con in mano un libro.”