sanguinaccio dell'immacolata
Gialli Contemporanei

Il sanguinaccio dell’immacolata di Giuseppina Torregrossa, Anno 2019

Gen 23, 2020 Gabriella Grieco
Trama 90
Suspense 60
Scrittura 90
80
Il nostro voto 80

NEL NUOVO ROMANZO DELLA TORREGROSSA TUTTI I PROFUMI DELLA SICILIA

Un’autrice che non conoscevo, Giuseppina Torregrossa. Che presto diventerà una delle mie autrici preferite. È stata una piacevolissima scoperta e mi chiedo come abbia fatto a non averla mai letta prima. Come sempre, quando un autore mi piace vado a cercarmi la sua bibliografia e ho scoperto che di gialli ne ha scritti tanti. Mi auguro che siano tutti al livello del Sanguinaccio, così da garantirmi diverse altre ore di piacevole lettura.

Comunque, quando ho iniziato a leggere, non avevo idea di cosa mi aspettasse. La cover, a dire il vero, non mi ha entusiasmata e anche adesso – a libro terminato – mi chiedo cosa voglia suggerire al lettore. La storia invece mi ha presa dalle prime righe e si è mantenuta così, intrigante e gradevole, fino all’ultima. Mi è piaciuto molto l’accostamento della vicenda con i sapori caratteristici del Natale, sapori che sono anche miei. Come il sanguinaccio che dà il nome al romanzo. Anche se dalle mie parti è un dolce tradizionale del Carnevale ho ritrovato quasi identica la ricetta giunta nelle mie mani da mia madre che a sua volta l’aveva imparata da mia nonna, e così via. 

Non farò un torto alla Torregrossa paragonandola al grande Camilleri per il solo fatto di ambientare entrambi le loro storie in Sicilia e di adoperare il figurativo dialetto siciliano. No, quest’autrice è brava di per sé, senza paragoni. Riesce a portarci in Sicilia, immergendoci nel fascino di Palermo, nei suoi profumi, nei suoi colori. Andiamo al mercato insieme alla vicequestora Pajno, e insieme a lei compriamo la verdura croccante, la frutta colorata, il pesce fresco. 

Siamo con la Pajno quando affronta il problema comune a tante donne, la lotta contro i chili di troppo, con la voglia di sentirsi belle e ammirate come qualsiasi donna. Ma la vicequestora non è una donna comune: a capo della sezione contro i femminicidi, è una poliziotta competente e capace che si affida – letteralmente – al suo fiuto. È il naso che la aiuta nelle indagini e che, come si scoprirà alla fine, la aiuta pure quando lei ne dubita, dubitando di se stessa.

Unica pecca, secondo me, è la mancanza di suspense, dovuta probabilmente allo stile della narrazione. Per quanto sia piacevole approcciarsi alla vicenda da diverse angolazioni, questa scelta penalizza la tensione. Ma è una mancanza davvero minima rispetto a tutte le altre ottime qualità del romanzo.

Il sanguinaccio dell’Immacolata è infatti una storia complessa e articolata, ricca di sfaccettature e di approfondimenti psicologici. Ho anche assai apprezzato la conclusione da cui si evince che sottovalutare una donna non è mai una buona cosa. Chi lo fa, è destinato a perdere.

Editore: Mondadori
Anno: 2019