Gialli Contemporanei

Il romanzo di Sant Jordi di Màrius Serra, Anno 2019

Giu 23, 2020 Barbara Monteverdi
Trama 100
Suspese 100
Scrittura 100
100
Il nostro voto 100

L’INNOVAZIONE DELLO STILE E DELLA TRAMA

Ho capito subito che questo romanzo era nelle mie corde; l’inizio è strutturato in modo originale, come un appartamento, e ad ogni pagina si spia il risveglio di editori, scrittori, addetti ai lavori in una mattina molto speciale per la Spagna: il 23 Aprile, giornata mondiale del libro che a Barcellona viene celebrata con fasto e allegria. Poi, incappo – a pagina 28 – nella perfidia più pura e lì lego per sempre la mia vita di lettrice a Marius Serra: se è cattivo, è mio! E lui lo è quando immortala lo scrittore brasiliano Paulo Coelho (Coniglio) sotto le mentite spoglie di Paulo Cenoura (Carota).

E questo è solo l’inizio, perché Serra affonda subito un bisturi affilatissimo tra le scapole dell’editoria e dei suoi rappresentanti, riducendo a striscioline sanguinolente autori, agenti letterari e chiunque gli arrivi a tiro. Ancora non si è palesato un delitto classico, ma il romanzo è una vera mattanza morale, allegra e spudoratamente sprezzante.

L’intervista segue il solito schema. La giornalista fa domande sulla vita, e l’autore risponde parlando dei suoi libri. Nel caso di Cenoura la cosa è particolarmente seccante perché ne ha scritti molti e insiste ogni volta a citarne i titoli (…). Infine la conversazione si sposta sul tema del firmacopie e dei vari stand in cui l’autore sarà presente tra le dieci del mattino e le otto di sera. Cenoura insiste a leggerli tutti quanti, ora per ora, come se fosse una questione di vita o di morte.

A questo punto (pag.37) io ho già scelto la mia vittima: Cenoura deve sparire! Chissà cosa ne pensa l’autore.

Bene, basta continuare la lettura e scopriamo che Serra ha molti altri sassolini nella scarpa, tra cui l’amato (!) pubblico che partecipa insaziabile alle presentazioni dei libri e che il nostro saturnino autore strapazza come un foglio di carta sgualcito. La capacità di questo scrittore di ricreare la baraonda fisica e mentale di una manifestazione libraria è fenomenale e tutti i partecipanti, compresi i lettori famelici e compulsivi, sono descritti con la precisione di uno zoom cinematografico, ma mostrando al contempo le espressioni individuali di questi poveri esseri strafatti di eventi, la loro droga.

Come sempre, Fusainback non lascia indifferente chi lo ascolta. In due o tre occasioni strappa addirittura applausi a scena aperta. Comas ride, ma non applaudirebbe mai quelle baggianate. E’ convinto che la società stia diventando sempre più infantile (…). Alcuni addirittura strillano come babbuini quando Fusainback alza il tono delle repliche e scivola felice nel turpiloquio. fingendo di non conoscere il significato di certe espressioni.

Insomma, ce n’è per tutti, anche per i giallisti più puri perché tra una risata e l’altra, tra uno spintone ed una gomitata per accaparrarsi l’ultima sedia vuota o il posto migliore per il firmacopie, cominciano ad apparire i primi “incidenti” accompagnati da morti davvero poco eroiche.

Serra, col suo stile scanzonato, riesce a farci ridere seminando cadaveri eccellenti a profusione (divertitevi a scoprire tutti gli autorevoli scrittori bistrattati nel romanzo) e – peggio – ci fa sentire bene, sollevati, sereni, nonostante ciò che accade per le vie di Barcellona sia degno del thriller più truculento.

Insomma, questo libro è innovativo per stile e trama, è divertente e intelligente ed è perfido con spudorato candore. Il re è nudo: finalmente!

Traduzione: Beatrice Parisi

Editore: Marcos y Marcos
Anno: 2019