Thriller

Il respiro del sangue di Luca D'Andrea, Anno 2019

Giu 26, 2019 Barbara Monteverdi
Trama 80
Suspense 85
Scrittura 90
85
Il nostro voto 85

IL THRILLER NELLE MONTAGNE ALTOATESINE E’ PIENO DI FOLLIA

Colpiscono subito la scrittura curata, scattante e i capitoli brevi, il che è un vantaggio nei gialli: se ci si interrompe, non si perde il filo. La storia è articolata, i personaggi sono originali e …c’è Freddy, un cagnone tutto pelo e sguardo dolce: momento relax tra un colpo di scena e l’altro.

E poi c’è una sorpresa. Diciamocelo onestamente: l’Alto Adige (dove è ambientato il racconto ) è un luogo stupendo, ma gli altoatesini ci mettono a disagio. La Storia li ha voluti legare all’Italia, ma non li sentiamo “nostri” e loro sanno e vogliono essere altro. Bene, in queste pagine troviamo un paesino montano dal nome impronunciabile in cui si incontrano alcune belle figure di quelle parti, soprattutto donne, agguerrite, intelligenti e perfettamente a loro agio in un biculturalismo senza frizioni, indossato come un vestito elegante, ampio e comodo.

Un bel regalo per il lettore che si inserisce in questa storia godendo del sottile, onnipresente, profumo dei boschi come un turista soddisfatto. E un modo, in questo racconto intagliato nel legno, per conoscere meglio un territorio che pare baciato dalla sorte e carezzato dalla follia.

Ma nella seconda metà del libro, l’aspetto “follia” diventa predominante, le atmosfere sono sempre più cupe e rarefatte e si perde quell’aria da camminatori montani della domenica per trasformarsi in attente e sospettose guardie forestali, pronte a reagire all’attacco di qualche aggressivo animale selvatico. Che è sicuramente nei dintorni.

Parecchio batticuore ed emozioni forti, soprattutto a livello psichico. Una bella sfida, vinta in scioltezza dall’autore.

Editore: Einaudi
Anno: 2019