Noir

Il passato presente di Patrizio Fiore, Anno 2019

Giu 21, 2019 Manuel Figliolini
Trama 85
Suspense 85
Trama 85
85
Il nostro voto 85

NOIR, GIALLO E ANCORA NOIR: LE ANIME DI PATRIZIO FIORE

Seconda avventura per Attico, il giornalista attempato nato dalla penna di Patrizio Fiore. Al secolo Geremia Tolino, Attico è l’ultimo dei giornalisti che sa il fatto suo. E’ l’ultimo degli eroi. L’ultimo vero giornalista che difende la verità con i denti. L’unica volta che non è riuscito a riportare l’ordine è stato 40 anni prima. Ed è da qui che parte il nuovo romanzo di Fiore.

Un romanzo carnoso, una trama che si dipana su due assi temporali. Un giallo ed un noir che si mescolano. Un giallo dalla trama avvincente e lineare. Un noir che ci racconta della camorra e di cosa è disposta a fare per difendere le proprie “ragioni”. Una carrellata di personaggi di ieri e di oggi che s’innestano nell’attualità come in un meccanismo perfetto. Una trama dettagliata e senza sbavature. Un libro corposo che non cade nel cliché delle sbavature, che non perde mai il punto centrale.

Attico ricorda i migliori investigatori del giallo classico. Sempre nella sua “cabina di regia”, manovra tutti e li indirizza sui passi da fare. Arrivando alla soluzione, nascosto dietro al suo pensionamento. La sua testa elabora, le sue mani e gambe sono i suoi collaboratori.

Ambientato in una Napoli vera, il nuovo romanzo di Patrizio Fiore è l’espressione critica della modernità e del passato di questa città. Il passato presente è tutto qui. Il passato che non c’è più ma che ritorna nel presente. In una città che non può più stare ai giochi della camorra. E se fino ad ora sono riusciti nel loro intento solo ostacolati da un giovane giornalista impenitente come Attico. Adesso la gente intorno a lui, si ribella e cerca la verità.

E la verità serve, a riappacificare gli animi, dissipare i dubbi. Tutto quello che nel passato non ha trovato la sua verità, prima o poi si ripropone. Tra il nero ed il giallo.

“Dora io scendo. Vado a fare quattro passi vicino al mare. Ci vediamo a pranzo. Mi raccomando le costolette di maiale. Le voglio ben cotte e con le patate. Non ti dimenticare, l’ultima volta facevano proprio schifo”. La donna guardò con aria rassegnata e con un filo di commiserazione il marito che usciva. Quell’uomo sull’uscio della porta non era più, e da tanto, il Salvatore Di Lillo di una volta.

Editore: HomoScrivens
Anno: 2019