piero colaprico
Gialli Contemporanei

Il fantasma del ponte di ferro di Piero Colaprico, Anno 2018

Mag 23, 2019 Gabriella Pinamonti
Trama 85
Suspense 84
Scrittura 95
88
Il nostro voto 88

DALLA NEBBIA DI MILANO RIAFFIORA UN CASO IRRISOLTO

Nel 1972 in una Milano avvolta dalla nebbia un cadavere mutilato, avvolto in un abito da donna color pervinca, viene ritrovato sotto un ponte di ferro sul Naviglio. Il caso si collega in seguito con la scomparsa misteriosa di una famosa violinista russa. Le indagini del maresciallo Pietro Binda sono complesse e le sue intuizioni vengono deviate da un ambiguo agente del KGB che il suo superiore, il colonnello Casiraghi,  gli impone di incontrare e di aiutare.

Un furto di gioielli russi di inestimabile valore storico e due nuovi omicidi all’Angelicum fanno sorgere ulteriori sospetti al maresciallo, anche perché  le persone coinvolte dicono mezze verità ed un colpevole non convincente compare con troppa facilità. A Binda non viene concesso altro tempo per approfondire le  indagini ed il caso viene chiuso in fretta.

Quel poveraccio smembrato interessa al russo. O ucraino o estone che sia….Comunque tu aiuti lui e lui aiuta te: me lo ha giurato sulla memoria di Lenin……..Diffida sempre. Non è un amico, non è un nemico, non è nemmeno un ibrido, è uno che vuole farsi gli affari suoi, esclusivamente gli affari suoi, come ogni spia

Tredici anni dopo l’apparente soluzione del caso troviamo il maresciallo  Binda in pensione , ma sempre attivo nella sua nuova agenzia investigativa. Quando un’ affascinante ragazza russa si presenta da lui con un nuovo indizio sul caso del ponte di ferro, mai dimenticato e solo “ufficialmente” risolto, l’ex carabiniere deve tornare indietro nel tempo. Binda prova a dare giustizia ai morti di una storia sfuggente e spietata, ma dovrà confrontarsi di nuovo con un mondo oscuro dove la ragion di Stato e la criminalità si confondono e non hanno confini netti.

Il romanzo inizia come un giallo, poi la trama diventa più intricata e devia verso tematiche noir per poi concludersi in un complicato romanzo di spionaggio con agenti israeliani, greci, del KGB e ladri di gioielli.

Pietro Binda colpisce per l’onestà, la determinazione, la cultura e la mente aperta.  Conosce perfettamente Milano, le sue osterie, i piccoli criminali, i personaggi strani ed ha una grande umanitàQuesto è il sesto romanzo di cui è il personaggio principale, ma è il primo che ho letto.  Mi piace molto come “persona”, oltre che come investigatore intelligente e scrupoloso, e mi procurerò al più presto anche i libri precedenti!

Un’altra protagonista del romanzo è Milano, affascinante come era negli anni ’70  e poi nella sua evoluzione in “Milano da bere” nell’ 85. Tutti i ruoli del romanzo sono ben tratteggiati e i dialoghi, essenziali e ben scritti, tengono sempre viva l’attenzione del lettore . Il finale non è scontato e ci fa sperare in un futuro nuovo romanzo. La narrazione ad incastro, l’intreccio ben costruito, l’atmosfera che pervade il romanzo, uniti allo stile avvincente e brillante rendono questo libro imperdibile e consigliato ai lettori che non si accontentano e desiderano una storia inconsueta.

Qualcuno paragona Piero Colaprico al grandissimo Giorgio Scerbanenco o lo ritiene un suo “erede”per la eccezionale capacità di raccontare una Milano torbida e oscura . Non sono  così autorevole da riuscire a dimostrarlo, ma il fatto che nel 2004 Colaprico abbia vinto il prestigioso premio Scerbanenco  con La Trilogia della città di M. forse è un segno!

L’autore è caporedattore di Milano per “La Repubblica”. Come scrittore ha pubblicato alcuni saggi con taglio giornalistico (Duomo ConnectionManager Calibro 9, dedicato alla malavita milanese o Capire tangentopoli ) e romanzi e racconti gialli. Ha scritto con Pietro Valpreda i primi tre libri della serie con il maresciallo Binda quale protagonista: Quattro gocce di acqua piovanaLa nevicata dell’85 e La primavera dei maimorti.  La saga prosegue con L’estate del Mundial e La quinta stagione, e quest’ultimo romanzo, scritti dal solo Colaprico dopo la morte di Valpreda.

Editore: Rizzoli
Anno: 2018