Noir

Il cavallante della “Providence” di Georges Simenon, Anno 1931

Gen 22, 2018 Manuel Figliolini
Trama 60
Suspense 69
Scrittura 90
73
Il nostro voto 73

La ricostruzione pur minuziosa dei fatti non chiariva nulla, se non che la scoperta dei due cavalcanti di Dizy era a dir poco inverosimile. Quella domenica – era il 4 aprile -, alle tre del pomeriggio aveva cominciato a cadere una pioggia torrenziale. Nel porto a monte della chiusa 14, che collega Marna al canale laterale, c’erano in quel momento due chiatte a motore dirette a valle, un battello in fase di scarico e una draga. Poco prima delle sette, quando ormai calava il crepuscolo, era arrivato un battello-cisterna, l’Eco III, che ora si trovava nel bacino.

Secondo romanzo di Georges Simenon con protagonista il suo personaggio più conosciuto Jules Maigret. Ambientato lungo i canali che attraversano la Francia, la seconda avventura del commissario Maigret, ha come protagoniste le chiatte, le chiuse e gli yacht che erano tanto cari a Simenon e che conosceva benissimo avendoli frequentati per molto tempo. Alla chiusa di Dizy, vicino a Epernay, un cavallante che fruga in una stalla vicino al bar, scopre sotto la paglia il corpo di una donna strangolata. Chi è? Il giorno seguente arriva alla chiusa arriva uno yacht, il Southern Cross, capitanato da Walter Lampson che riconosce nella donna strangolata la moglie Mary, scappata pochi giorni prima. Il mistero per Maigret s’infittisce e con la capacità che tutti conosciamo, riuscirà a risolvere il caso?

Romanzo alquanto faticoso e difficilmente comprensibile per chi non conosce il mondo delle chiuse, delle chiatte e dei cavallanti. La forza di Simenon rimane la suspense, che non manca, e l’omicidio che portano il lettore fuori da tutto quel gergo tecnico alle volte incomprensibile. Un mondo che Simenon amava e lo si sente nella sua scrittura ma che per alcuni, noi ad esempio, è difficile da condividere. L’ambientazione noir, quella degli anni ’30 non manca, la pioggia batte incessante per tutto il romanzo, ed il sole sembra fare capolino solo alla fine, quando Maigret ha la soluzione in mano.

Il linguaggio è molto cinematografico o è molto cinematografica l’influenza che ha avuto Gino Cervi per me, il personaggio televisivo cosi familiare e prepotente si divincola nelle pagine di Simenon e mi si ripropone all’occhio. Davvero difficile dimenticarlo.

In questo romanzo, Simenon ci parla dei personaggi, pochi sono i pensieri di Maigret ma molte sono le sfaccettature psicologiche dei singoli personaggi che vengono descritti in maniera egregia. Li si vedono tutti, sfilare davanti ai nostri occhi e si vede anche Maigret che con la sua bicicletta si dirige, sotto la pioggia, da una chiusa all’altra alla ricerca della verità. Non il migliore romanzo di Simenon ed è sulla base di questo romanzo la nostra valutazione.

Traduzione: Emanuela Muratori

Editore: Adelphi Edizioni
Anno: 2012