il boia
Thriller

Il Boia di Eduard Limonov, Anno 2019

Mar 30, 2020 Antonia Del Sambro
Trama 80
Suspense 85
Scrittura 78
81
Il nostro voto 81

LE PERVESIONI SESSUALI SECONDO LIMONOV

“A dirla tutta, all’inizio avevo molta paura delle tue insolite pratiche sessuali, ma poi… È improbabile che ora io non possa fare a meno di questo nella mia vita. Sei una persona straordinaria, Oscar, e ti sono molto grata. Sei un superuomo…”

In questa frase i lettori di Il Boia, romanzo di Limonov, pubblicato per la prima volta più di quaranta anni fa comprendono l’intera dicotomia che segna tutta la narrazione. Il falso positivo di un protagonista che se ne va in giro per New York con una maschera borchiata, con delle fruste e altri strumenti sadomaso per far provare a donne ricche e annoiate le perversioni del sesso più estremo, facendosi anche profumatamente pagare, e l’uomo che c’è davvero sotto quella maschera.

Infatti il Boia è solo l’alter ego di Oscar, un immigrato polacco arrivato nella terra delle grandi occasioni senza un centesimo in tasca che è riuscito in un solo colpo d’occhio a comprende cosa desiderava quella bolgia infernale di una città fatta a gironi danteschi come la Grande Mela. E così i lettori apprendono di Oscar e apprendono del Boia. E se il Boia fa orrore, indigna, sconvolge e irrita. Oscar fa compassione, tristezza e sconforto.

Il Boia è ricco, potente e malvagio. E il tutto con il beneplacito di facoltosissime donne attratte inesorabilmente da performance sessuali al limite del piacere che consentono a tutte loro quella iniezione di adrenalina che altrimenti mai potrebbero ricevere nei loro lussuosi attici di Manhattan e negli eventi mondani pieni di intellettuali e ricchi imprenditori.  Al Boia è bastato farsi la giusta reputazione negli ambienti che contano per diventare richiestissimo. Una fama che lo ha reso ancora più spietato e benestante. Qualcosa di cui vantarsi e compiacersi…Ma solo quando si ha la maschera addosso.

Oscar, invece, è tutto un’altra cosa. È un uomo profondamente solo, innamorato perdutamente e infelicemente di una sola donna. Nastasa. Una bellissima e fragile russa che però nonostante la sua professione di escort anche lei da lui vuole solo sesso. Rapporti violenti e intensi e poco altro. E così l’uomo Oscar è costretto a essere il Boia anche in privato, elemosinando amore fisico da chi non potrà mai dargli una emotività che la sua vera indole di uomo timido ancora anela.

E quindi il Superuomo che stende a colpi di sadomaso le ricche e pervertite donne newyorkesi non solo non ha l’amore della bella Nastasa, ma riceve anche il disprezzo del suo amico e connazionale Jacek che lo taccia di essere immorale, disumano e malvagio.

La dicotomia del personaggio principale finisce nell’intenzione di Limonov per dare spazio e vita a un finale da grande giallo. Ed è qui che l’autore si rivela per il grande genio letterario che è. Un genio che decenni fa aveva già intuito quanto le perversioni legate al sesso e alla distruzione avrebbero colpito i lettori molto più di un semplice romanzo erotico.

E a nessuno venisse in mente di paragonare un romanzo di acuta psicologia umana come questo di Limonov alle recenti e fortunate saghe che rimandano a determinate sfumature. Sbagliato. Sbagliatissimo anzi.

Se proprio si vuole trovare il mood e l’intenzione giusta de Il Boia allora è meglio guardare Crash, il film culto di Cronenberg del 1996, la sua sintesi di libido e destruido e dove la morte per una strana dicotomia esistenziale non è niente di meno che l’altra faccia del sesso.

Editore: Sandro Teti
Anno: 2019