quattro cantoni
Gialli Contemporanei

I quattro cantoni di Gabriella Genisi, Anno 2020

Mar 06, 2020 Barbara Monteverdi
Trama 75
Suspense 75
Scrittura 78
76
Il nostro voto 76

UNA LOLITA SUI GENERIS

Lolita Lobosco è una commissaria (ci tiene al femminile) barese molto tosta e parecchio incasinata sentimentalmente.Per una questione di contrappasso, le soluzioni professionali semplici non la convincono e i suoi casi devono risultare limpidi, prima di essere chiusi; così non cade nella trappola di accusare due Rom, padre e figlio, dell’omicidio di un fotografo non proprio “illibato” e si infila in una storia complessa e dolorosa. Ma ce la farà. Anche con l’aiuto di qualche panzerotto e ciambelle che inghiotte disordinatamente tra un sopralluogo e l’altro, soprattutto per soffocare l’ansia di un’ennesima storia sentimentale che si prospetta complicata.

Sentii lo stomaco brontolare, a pranzo avevo mangiato solo un toast con i colleghi, e l’odore dei panzerotti posati sul sedile accanto era una tentazione irresistibile. Allungai una mano verso il vassoio e scostai l’angolo dell’involucro. Ne presi uno, lo addentai con voluttà. Era buonissimo. Per una volta priva di sensi di colpa, ne afferrai un altro, poi un altro ancora. Erano una droga.

Di cui troverete relativa ricetta al termine del racconto, tranquilli. Tornando a bomba (di un giallo stiamo parlando, gli esplosivi ci stanno!), questo romanzo è una buona e solida lettura, ben scritta nonostante qualche pedanteria didattica di troppo, come la lunga disquisizione del mediatore culturale sull’ambiente Rom: usi, costumi e luoghi comuni attorno alla società gitana che – francamente – la commissaria è tenuta a conoscere da quel dì. Ovviamente, la spiegazione è rivolta al lettore, ma questo “educar scrivendo” è un po’ troppo scoperto e rischia di smorzare l’interesse per la vicenda raccontata.

In ogni modo, possiamo perdonare questo eccesso di spirito divulgativo perché il resto funziona bene. Buon ritmo, dialoghi stringati, qualche piacevole descrizione di Bari e del suo mare, una storia che regge anche senza grandi batticuori e colpi di scena e questa Lolita dal temperamento carnale e focoso che si lascia andare sempre una volta di troppo è pure simpatica.

Avvertii distintamente la vertigine salire dalle caviglie fino alla nuca come un’onda calda che mi travolse. Chiusi gli occhi incurante dei colpi in sottofondo sparati dai colleghi e mi abbandonai a quel fascio di muscoli che mi stringeva.

E siamo al poligono di tiro, non in discoteca! Insomma, se non temete di morire d’invidia per la silhouette di Lolita che resiste a cartellate, ciambelle  e chi più ne ha più ne metta e volete imparare da lei ad osservare attentamente il prossimo (la commissaria, così facendo, nota un sacco di uomini bellocci che a noi mortali sfuggono) mettetevi comode/i e godetevi questo giallo mosso dal vento di levante del lungomare di Bari.

Le altre recensioni di Gabriella Genisi: Pizzica amara

Editore: Sonzogno
Anno: 2020