Thriller

Follia di Patrick McGrath, Anno 1996

Mar 23, 2018 C.A. Brera
Trama 90
Suspense 84
Scrittura 99
91
Il nostro voto 91

DAI TURBAMENTI AI COLPI DI SCENA PASSANDO PER LA FOLLIA

Inghilterra, 1959. Stella è l’avvenente e frustrata moglie dello psichiatra criminale Max Raphael. Da poco si sono trasferiti in campagna, ma la scelta di lasciare Londra non è stata dettata dal
desiderio di una vita semplice. Max, infatti, è stato assunto nell’ospedale psichiatrico più tetro e isolato del Regno Unito: un istituto di massima sicurezza dove sono detenuti pericolosi criminali.
Stella, l’infelice e inquieta Stella, dovrà vivere confinata all’interno di questa angosciante cittadella. I suoi giorni saranno scanditi dalla noia e dominati dal lugubre edificio vittoriano del manicomio. Lo scenario è cupo almeno quanto il matrimonio di Stella. Suo marito Max è un uomo chiuso, dal carattere malinconico.

Chiunque, a questo punto, potrebbe immaginare la giovane donna come una vittima delle circostanze. Ma la realtà è ben diversa e molto più complessa. Patrick Mc Grath non è un autore incline alla banalità. Questo romanzo, che si colloca a metà strada tra un racconto gotico e un thriller psicologico, si prende gioco del lettore. Perché i protagonisti non sono Stella o Max, ne’ Edgar Stark (il violento criminale di cui la donna s’innamorerà).

Abbiamo un narratore, il noto psichiatra collega di Max, che si pone come osservatore e coscienza super partes. Ma nemmeno lui è il cuore della vicenda.  Protagonista è la follia. Pazzia divoratrice di vite, capace di rendere abominevole ogni sentimento. La dipendenza sessuale è un tema  pregnante, ma il racconto non scade mai nel volgare e la morbosità dell’intreccio non risulta stucchevole, grazie alla penna anglosassone di Mc Grath.

Una lettura inconsueta, dove troviamo molti elementi graditi agli appassionati del giallo classico (lo stile narrativo, i paesaggi della vecchia Inghilterra, la liason proibita) mischiati all’ansia tipica del thriller. Il romanzo turba -mantenendo fede al titolo- e stupisce nel finale con un colpo di scena alla Hitchcock.

In pratica c’è tutto, dosato con una certa maestria.

Editore: Adelphi
Anno: 1996