Gialli Contemporanei

Echi del silenzio di Guat Eng Chuah, Anno 2019

Lug 30, 2019 Antonia Del Sambro
Trama 95
Suspense 81
Scrittura 100
92
Il nostro voto 92

UN LITERARY THRILLER DALLA MALESIA

Leggere Chuan Guat Eng ha molti risvolti. Uno dei primi è quello di potersi avvicinare a un genere letterario che ormai nessuno produce più perché forse troppo sofisticato o lontano dai lettori di nuova generazione. Eppure la narrazione, il racconto, lo stile e il linguaggio che troviamo in Echi del silenzio sono esattamente i medesimi che hanno fatto e ancora fanno la fortuna di una certa narrativa classica e colta che ha come sua maggiore rappresentate Marguerite Duras e capolavori quali Il viceconsole, L’amante, Hiroschima mon amour.

Echi del silenzio è un lavoro letterario che li ricorda molto da vicino nonostante le vite delle due autrici siano molto differenti tra loro e la distanza generazionale anche. Ma è una questione di atmosfere, di rimembranze, di classicismo nel narrare. Chuan Guat Eng ha la stessa eleganza evocativa degli scrittori di un tempo e per questo deve essere letta anche dalle generazioni più giovani tanto più che il suo romanzo è un insieme di suspense, intrigo familiare, sensualità e storia.

La trama è molto articolata e i salti temporali ne fanno quasi una rappresentazione teatrale da spettacolo sperimentale. Ai Lian, una ragazza malese di origine cinesi incontra a Monaco un ragazzo inglese benestante anche lui legato alla Malesia dove suo padre possiede una piantagione avviata secoli prima dal suo bisnonno, e i due si innamorano. Quando Ai Lian deve tornare in patria per assistere al padre malato terminale i due giovani partono insieme per la Malesia e al decesso del padre la giovane donna raggiunge il suo fidanzato nel distretto di Ulu Banir e nella storica e bellissima proprietà del padre del ragazzo, Jonathan, una sorta di signorotto locale che spadroneggia da decenni nel distretto grazie al denaro e al potere che la sua famiglia ha conquistato nel tempo. Ai Lian sembra entusiasta di avere raggiunto il suo amico del cuore ma quella stessa sera un terribile e misterioso omicidio sconvolge il soggiorno della ragazza a Ulu Banir e innesca una spirale di sospetti, bugie, omissioni e segreti che non la lasceranno neppure dopo molti anni.

La Malesia dei colonizzatori e del Commonwealth, dell’educazione inglese elargita anche agli immigrati asiatici, del potere che passa ancora attraverso il colore della pelle e la quantità di personale di servizio alle proprie dipendenze. Un piccolo mondo antico che si amalgama sapientemente con la trama e dà a Echi del silenzio(ed. Le Assassine) un’altra motivazione più che importante per essere letto, per essere assimilato come opera letteraria di assoluta completezza. 

La verità è che non è mai facile mettere su una detective story usando la forma narrativa e un linguaggio da secolo scorso senza rischiare di sembrare anacronistica o fuori luogo. Ci vuole sapienza, capacità artistiche non indifferenti, mente brillante e ovviamente anche una certa formazione personale che Chuan Guat Eng possiede così come possedeva la Duras quando scriveva dell’Indocina dei francesi. 

E per questo che Echi del silenzio vi sorprenderà in ogni sua sfumatura e vi avvicinerà al giallo più colto.

Traduzione: Marina Grassini

Editore: Le Assassine
Anno: 2019