Hard Boiled

Dark star di Oliver Langmead, Anno 2019

Mag 14, 2019 Manuel Figliolini
Trama 91
Suspense 91
Scrittura 100
94
Il nostro voto 94

RITORNERANNO A RIVEDER LE STELLE?

Che romanzo! Non è bello iniziare una recensione così, ma non si può fare diversamente. Un romanzo in versi che come dice Michele Finelli nella sua recensione per Contorni di Noir (link) è strutturato seguendo il pentametro giambico. (Leggete la sua recensione per la spiegazione tecnica se non sapete cosa sia).

Il pentametro giambico nasce dall’endecasillabo di Dante, ed è solo il primo omaggio che lo scrittore fa ai grandi del passato. L’omaggio al padre della divina commedia non è solo quello ma è anche altro. Innanzitutto la struttura del romanzo diviso in cicli. Essendo Vox una città immersa nel buio perenne non vi può essere la divisione in giorni non essendoci una distinzione solare. Quindi i cicli si susseguono e questi cicli ricordano i gironi infernali danteschi.

Altro omaggio, ovvio, sono i protagonisti del romanzo, Virgil Yorke e Dante. Solo i nomi ci riportano all’inferno di Dante. Ed infatti il Virgil di Langmead è un po’ guida di Dante in questa risoluzione del caso. È Yorke che porta Dante “a riveder le stelle” o meglio la luce. Anche qui c’è una Beatrice che veste i panni di Rachel e rimane una figura stimolante per il nostro protagonista, in questo caso però è Virgil, nel voler rivedere la luce.

Una luce simbolica in una città immersa nel buio. La descrizione della vita sociale di Vox a un che di Orwelliano, ricorda 1984, senza il futuribile ma avvolgendo tutto di mistero. Come si può vivere una vita immersi nel buio?

Per passare il tempo, lascio la città
Vado in uno di quei tristi strip
che chiamano i Falò dove le vene
delle ragazze bruciano, tanto sono piene di Pro.

Citatio greca, la droga luminosa che usano a Vox si chiama Prometeo. Prometeo il titano della mitologia greca. Quello che sfidò Zeus e diede agli uomini saggezza e fuoco. Perché il fuoco è una forma di luce. E potremmo stare qui ore a fare parallelismi, citazioni o paragoni.

Il romanzo in versi di Langmead sfata che il noir o giallo, come meglio lo si vuole incasellare, debbano per forza essere di facile lettura e di vero interesse c’è solo l’indagine. Langmead ha creata qualcosa di unico nel genere, un hardboiled fantasy in versi. Difficile anche per noi da collocare.

Forte e unica la sensazione di buio che avvolge la città ed il lettore. L’ambientazione così cupa e poco descritta rende l’idea di una società che non conosce e mai ha conosciuto la luce. Un romanzo breve, in versi, ma veramente imperdibile.

Un complimento di riguardo va fatto a Nicola Manupelli che ha tradotto questo romanzo e non deve essere stata una passeggiata, ma penso che abbia reso benissimo il lavoro di Langmead.

Traduzione: Nicola Manupelli

Editore: Carbonio Editore
Anno: 2019