veit hei
Gialli Contemporanei

Borderless di Veit Heinichen, Anno 2020

Apr 22, 2020 Barbara Monteverdi
Trama 90
Suspense 95
Scrittura 85
90
Il nostro voto 90

GUERRA FREDDA IN LAGUNA

Dovrei ormai essere abituata ai thriller tedeschi e invece no. Se poi sono, come in questo caso, anche spy stories legate alla politica internazionale, il gioco si fa duro e la lettura piuttosto impegnativa. E’ davvero difficile, all’inizio, districarsi fra nomi slavi e tedeschi, sigle politiche e di servizi segreti di mezzo continente, salti temporali prima e dopo la guerra nella ex Jugoslavia. Un lavoraccio.

Ma la storia c’è e tiene avvinghiati alle pagine: in un’atmosfera greve, spesso uggiosa, gravida di minacce la commissaria Xenia Ylenia Zanner, friulana di stanza a Grado, segue i movimenti della loschissima senatrice Castelli de Poltieri implicata in una rete di corruzione internazionale e sospettata di essere responsabile della morte del fratellastro di Xenia, ingiustamente incarcerato anni prima.

Intorno a questa storia, già di per sé complicata, si aprono scenari legati agli anni ’90 e alla guerra tra Serbia e Croazia. Perché tutto è collegato: guerra significa soldi, immigrazione clandestina significa soldi, speculazione edilizia significa soldi. Sempre per le stesse persone, negli anni passati e nel presente. E se nel mezzo di tutto questo cade qualche testa (non metaforicamente) beh, ovviamente fa parte del gioco.

Ed è proprio questo gioco che Xenia tenterà di interrompere una volta per sempre. Con coraggio suicida, con amore e senso del dovere. Fin qui, fila tutto liscio. I problemi, dal punto di vista della struttura del racconto, nascono quando Heinichen comincia a descrivere i rapporti di coppia; Xenia non è minimamente credibile come fidanzata del suo poetico e (troppo) paziente archeologo in cerca di occupazione fissa: lo maltratta senza motivo, mortifica ogni sua timida iniziativa e sembra più un orco che una donna innamorata; stessa cosa nel duo Clarissa /Micos, dove lei è meno mascolina di Xenia, ma altrettanto brutale e scostante. Intuisco che i rapporti di coppia non esaltino l’autore, ma allora sarebbe valsa la pena derubricarli a costruttivi scambi amicali.

Xenia serra i pugni. Prima la figuraccia con i fiori in ufficio e adesso questo: un mazzo di rose rosse a gambo lungo occupa metà del traballante tavolo in giardino. L’altra metà è apparecchiata per la cena. “Ancora? Devi essere impazzito Arne. Hai incassato l’assegno dei tuoi o li hai rubati al cimitero?. Lui fa l’unica cosa giusta da fare quando Xenia è infuriata: tace.

La nostra commissaria è una in gamba e tosta, ma francamente nei rapporti personali esagera. Ciò nonostante, tifiamo per lei dall’inizio alla fine e il cuore batte rapido mano a mano che si arriva verso la fine di questa intricatissima vicenda: sembra proprio di stare davanti ad uno schermo osservando le scene adrenaliniche di un film.

Traduzione: Monica Pesetti

Editore: E/O
Anno: 2020