Gialli Contemporanei

Bologna in fiamme di Gianluca Morozzi, Anno 2019

Set 13, 2019 Gabriella Grieco
Trama 85
Suspense 75
Scrittura 80
80
Il nostro voto 80

LA BELLEZZA NELLA SGRADEVOLEZZA

Sgradevole la cover, disegnata come la disegnerebbe un bambino, ma col sangue che fuoriesce dalla cinepresa come farebbe un killer; sgradevole la storia, di un regista pesante e oscuro che, chissà come, riesce a vincere un Oscar e dei numerosi omicidi a lui legati da un incomprensibile filo conduttore; e sgradevoli i personaggi. Tutti, a cominciare dal grassone omofobo con un passato da bullo, passando per il gay presuntuoso e irritante come pochi, fino alla stronzetta ninfomane.

Eppure, è un romanzo potente. Uno di quelli che ti costringono ad arrivare fino alla fine pur dicendoti in continuazione “mo’ basta, mo’ smetto, non lo sopporto”. È bravo, l’autore. Tra uno sbuffo di irritazione e uno di intolleranza ti piglia per le orecchie e ti trascina a leggere. Gli odiosi personaggi, i brutali omicidi, l’insopportabile inettitudine e ignavia, gli ambienti squallidi e degradati, o lussuosi ma squallidi uguale.

MOROZZI SPIAZZA E CHIUDE

Non ti fa tifare per nessuno, questa storia. Non suscita empatia ma riprovazione. Eppure… Cavoli, se è bravo il Morozzi (nostra intervista). Non so come diavolo ci riesca, ma questo romanzo politicamente scorretto come pochi è al tempo stesso affascinante e intrigante. E sorprendente, perché di tutte le ipotesi e le illazioni che fai, e ne fai tante perché l’autore è in gamba, non ne azzecchi una e rimani sospeso fino alla fine. Anzi, fino alle fini, perché non è una sola: con un twist acrobatico quando credi di essere giunto all’ultima pagina, e che d’ora in poi ti resta da leggere solo l’indice e i ringraziamenti, il Morozzi ti spiazza e ti presenta quella vera, quella che chiude il cerchio. Bravissimo!

Ho un solo appunto da fare. Anche se la fine è sorprendente, un particolare non mi convince. Mi sembra che l’autore – leggermente in difficoltà – ricorra al deus ex machina di antica memoria per risolvere l’enigma del codice trovato vicino al cadavere nella stanza chiusa. La risposta è ben congegnata, ma è la modalità che mi disturba un poco. Non posso dire di più, ma sono curiosa di sapere se anche altri hanno avuto/avranno la stessa sensazione, di una soluzione a cui si è dovuta un po’ forzare la mano.

Lo consiglio? Certo, ma con un suggerimento: andate avanti, terminatelo anche se vi viene voglia di… no, bruciarlo nel caminetto no, con questo caldo, ma l’idea di buttarlo a mare potrebbe anche sembrarvi buona. Non lo fate. Il romanzo merita.

Editore: Battaglia
Anno: 2019