beata gioventu
Gialli Contemporanei

Beata gioventù di Vincenzo Galati, Anno 2019

Lug 16, 2019 Gabriella Grieco
Trama 100
Suspense 100
Scrittura 100
100
Il nostro voto 100

PERSONAGGI QUASI DA COMMEDIA DELL’ARTE, COLPI DI SCENA BEN COSTRUITI

Finora la Casa Editrice Oakmond, almeno per quanto mi riguarda, non ha sbagliato un colpo. Dei diversi romanzi letti non ce n’è stato uno che non mi abbia soddisfatta.“Beata gioventù” non è da meno. Oddio, mi sono un poco offesa eh, perché l’autore mi ha bellamente presa per i fondelli inducendomi a sottovalutarlo, ma è stato così bravo che ho deciso di perdonarlo.

Scherzo, ovviamente – e lo faccio per mantenermi sul filo conduttore dell’umorismo che corre lungo tutto il testo – ma non quando affermo che Galati è davvero bravo.

Andiamo con ordine. In primis la cover. Apprezzo molto nella Oakmond la cura e l’attenzione che pone alle sue copertine. Questa è particolarmente interessante da esaminare. A un primo sguardo superficiale sembra poco adatta a un libro giallo, ma procedendo nella lettura si comprende bene come sia stata anch’essa attentamente selezionata. L’immagine un po’ retrò delle due vecchiette in primo piano che saltellano con le borsette della nonna al braccio sembra buffa, ma colpisce.

E quando una cover mi colpisce la scruto con occhio indagatore in cerca del significato. Perché mi ha affascinata subito? Ora, non so se sia stato questo l’intento del grafico della CE, ma con me ha ottenuto l’effetto di suggerirmi le atmosfere vecchio stampo della Parigi di Maigret. E Maigret, è inutile dirlo, era un commissario di pubblica sicurezza. Ergo, per quanto la cover possa essere buffa e far nascere un sorriso sulle labbra di chi guarda, ci dice anche che quello che stiamo per leggere è un giallo. Ottimo, aggiungo adesso che l’ho terminato.

Però lungo le prime pagine mi sono chiesta che razza di giallo fosse, con questi anziani scassatelli, personaggi quasi da commedia dell’arte. C’è la barbona, quello che vive all’ospizio, l’alcolizzato… La migliore di tutti è la protagonista Olga, vedova ultrasettantenne che vive con una micragnosa pensione, ma almeno ha una casa. Ho iniziato a leggere, lo confesso, con un poco di alterigia. Ma dai, ma ti pare, ma figuriamoci! Tuttavia è durata poco. L’autore ci farà anche ridere o sorridere, ma la storia ha una alchimia grandiosa!

Ci sono tutti i particolari che devono essere presenti in un libro giallo. C’è l’assassino, la vittima, il poliziotto buono (e anche quello cattivo che ci farà incavolare ma avrà ciò che merita – sempre con un sorriso). Ci sono i colpi di scena, numerosi e ben congegnati, una suspense ininterrotta che ti tiene sul filo di lama fino all’ultima pagina e, soprattutto, una trama attenta e particolareggiata, studiata perché ogni cosa, alla fine, corrisponda. E questo perfettissimo libro giallo sapientemente scritto secondo i sacri canoni ci fa anche morire dal ridere! 

E allora non mi resta che ringraziare l’autore per avermi ingannata col brio che scorre in tutte le pagine e aver mantenuto alto lo stile di un giallo come si deve. Ma poiché non sarei io se non ci trovassi un difetto, ecco che gli suggerisco di rivedere la pagina 62. A inizio e a metà pagina ci sono un punto che manca e una virgola di troppo, a mio parere. E poi… 

E poi basta, è perfetto!

Editore: Oakmond Publishing
Anno: 2019