Gialli Contemporanei

Avana Requiem di Vladimir Hernàndez, Anno 2019

Lug 05, 2019 Barbara Monteverdi
Trama 80
Suspense 84
Scrittura 85
83
Il nostro voto 83

IL LATO OSCURO DELL’AVANA

Benvenuti all’Avana. La capitale caraibica ci spalanca generosamente le sue porte e veniamo subito accolti da un calore umido e avvolgente che mette sete. Infatti, fin dalle prime pagine, il tenente Puyol ed il maggiore Villazòn della polizia locale bevono birra e rum con pervicace costanza e senza subire – apparentemente – contraccolpi. Sembra di essere piombati nella Cuba di Hemingway, ma alcune informazioni tratte dai dialoghi ci dicono che i tempi stanno cambiando e che (nonostante l’apparente sonnolenza dell’apparato socio-politico) il XXI secolo è arrivato anche laggiù e non ha portato dei bei regali.

Droga, prostituzione, violenze sessuali sono ormai all’ordine del giorno. Nel mezzo di tutto questo, si aggira Eddy, un poliziotto della Omicidi amareggiato e difficile da controllare. I suoi procedimenti investigativi sono piuttosto spicci, in Centrale non è particolarmente amato e la collega Wendy deve attingere a tutte le sue risorse zen per sopportare le mattane dell’uomo.

Intanto, il racconto ci trascina al fondo dell’anima più nera dell’Avana. Cosa avranno in comune quel cadavere putrefatto appeso a una trave, il violentatore di donne “in carne”, la setta religiosa che attende uno tsunami liberatorio e rigeneratore? Hernandez è uno scrittore capace di dipingere perfettamente la realtà caraibica, descrivendo con tocchi sapienti il nichilismo tropicale di chi si lascia squagliare nella pozza calda e mefitica di una vita cinica e priva di speranza.

La storia è ben congegnata, si muove su diversi piani e tiene vivo l’interesse. Un plauso particolare all’autore (e al traduttore) per averci sollevato dal greve “politicamente corretto”: qui i neri sono neri, come i mulatti e i bianchi e non ci si nasconde dietro l’abusatissimo termine “di colore”, che in una società mista creerebbe solo confusione. Stessa cosa per quanto riguarda l’handicap fisico; un cieco è semplicemente un cieco, un dato di fatto e certamente non un’offesa.

Anche questa tecnica di scrittura aiuta il lettore ad appassionarsi al racconto, che è agile e scattante nonostante la temperatura. Che, ovviamente, si alza parecchio nella parte finale,  quando le storie parallele che abbiamo seguito e inseguito si concludono.

Un’ultima avvertenza, per godere appieno di questo fosco racconto: non cercate i buoni. Magari riuscirete ad incontrarne un paio, ma per sbaglio, una distrazione del destino. Qui, le anime candide sono una vera utopia, spesso sepolta sotto una lapide.

Traduzione: Pierpaolo Marchetti

Editore: SEM
Anno: 2019