SAPESSI COM’E’ STRANO FARE I POSTINI A MILANO

di BARBARA MONTEVERDI

Quel che colpisce immediatamente della scrittura di Barbara Galimberti è lo stile delicato, poetico, la ricerca attenta non solo dei termini da utilizzare ma soprattutto dell’atmosfera da cogliere.

L’Anna del titolo sono in realtà due persone diverse: la postina voce narrante e l’anziana dai capelli arruffati che staziona in piazzale Gorini persa in un mondo tutto suo. Due donne divise da età, esperienze e stili di vita, ma unite da una sorta di amicizia che spinge la giovane postina a recuperare la memoria dell’anziana senza tetto in una specie di bonaria e cocciuta indagine poliziesca e che l’aiuterà, si intuisce, a trovare anche una strada parallela ai suoi interessi extra-lavorativi, così presto avremo – in sostituzione della ormai datata Signora in Giallo – una signorina Post.It. parecchio curiosa e intuitiva, che sonderà le vie milanesi con lo sguardo-radar e il cervello in fermento.

Occhio a non lasciare le tende aperte se volete celare qualcosa: Anna la postina si aggira pedalando con impegno investigativo per le vie di Milano!

Gli eleganti stabili con l’annessa portineria, hanno degli immensi portoni sempre aperti, e così entrai in un lussuoso e accogliente androne. (…) M’inoltrai a passi felpati. Avevo il timore che qualcuno mi chiedesse chi fossi e che cosa volessi, e a parte la solita storiella della postina che deve consegnare la posta inevasa, non avevo altra scusa per curiosare nei palazzi altrui (…), ma notai subito un bel cartello appeso sulla porta a vetri della portineria, coperta da una spessa tenda bianca, che impediva inoltre di sbirciare all’interno. PER MOTIVI DI SALUTE, OGGI LA PORTINERIA RESTERA’ CHIUSA. TOMBOLA! Arturo in ritardo, il portinaio ammalato… La serata stava prendendo una piega diversa da quello che mi ero immaginata.

Una lettura piacevole, non impegnativa, un libro colmo di luce e calore, sia atmosferico (siamo in piena estate a Milano, e ho detto tutto) che umano, un libro positivo e rasserenante che aiuta a vedere la vita dal suo lato “meno peggio”.

Barbara Galimberti si è messa alla prova con questo primo giallo e ci auguriamo che continui a regalarci momenti piacevoli e immagini poetiche (e pettegole, ma servono anche le chiacchiere a fare chiarezza nel mistero di questo racconto) della nostra città.

TRAMA

Una signora dai capelli arruffati è seduta su una vecchia panchina. È sola e fa molto caldo. I suoi occhi guardano il vuoto di una grande piazza milanese. Una postina riordina lettere e raccomandate in un seminterrato. Anche lì fa caldo e anche lei è sola. Ma una semplice busta rosa cambierà la storia di quelle due donne. Chi è la donna senza nome seduta su una panchina dal legno ormai marcio e quali segreti si celano dietro il suo sguardo? Tra pettegolezzi di quartiere e piccole indagini, sarà proprio una simpatica e alquanto impertinente postina, amante dei libri gialli e dei misteri, a ripercorrere la vita della signora dai capelli arruffati e a raccontare quella verità che il silenzio della città aveva deciso di nascondere.

Ascolta l’incipit letto da Barbara Monteverdi:

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