E’ arrivato alla 2° ristampa del suo ultimo libro RITORNO A PAVIA (ed. FRATELLI FRILLI). Adora la quiete, la sua pipa, ed ogni tanto, la buona birra con gli amici. Tra i suoi successi si possono ricordare FITTE NEBBIE, LA MORTE SCHERZA SUL TICINO e RISAIA CRUDELE. Oggi intervistiamo: ALESSANDRO REALI.

L’autore che vorrebbe o avrebbe voluto conoscere?

Nel genere giallo George Simenon. In assoluto Celine.

Il primo libro giallo/noir che ha letto?

Se non ricordo male “Maigret e l’affare Picpus”.

Il libro giallo/noir che avrebbe voluto scrivere?

“Venere privata” di Scerbanenco.

Nei romanzi meglio un detective donna o uomo?

Indifferente.

Da dove trae ispirazione per i suoi libri?

Dalla strada, agli ambienti affollati e da tutto quello che leggo.

Macchina per scrivere o computer?

Prima stesura assolutamente a mano, poi al computer.

Dalla torre butterebbe Miss Marple o Sherlock Holmes?

Miss Marple.

Ebook o cartaceo?

Cartaceo.

Tre libri che ritiene fondamentali per lei?

“Venere privata” di Scerbanenco e la trilogia di Izzo … in assoluto “Viaggio al termine della notte” di Celine, “Aspetta primavera, Bandini” di Fante e “La luna e i falò” di Pavese.

Se il suo ultimo libro fosse un piatto quale sarebbe?

Il ragò (come si dice da noi in Lomellina, o Cassoeula a Milano) costine, piedino, muso, ecc. Tutte il maiale con tante verze, meglio se raccolte dopo una gelata notturna, il tutto innaffiato da un Buttafuoco storico …

Anche se l’ultima risposta ha risvegliato la fame di molti, ringraziamo ALESSANDRO REALI.