Gialli Contemporanei

Villa Tre Pini di Marco Polillo, Anno 2012

Set 27, 2014 Manuel Figliolini
Trama 90
Suspence 80
Scrittura 85
85
Il nostro voto 85

“La telefonata le era arrivata una mattina di dicembre. Era a Napoli, a casa di Teresa, la sorella. La sera precedente si erano dette che se il tempo l’avesse permesso avrebbero fatto una gita in costiera. Capitava, in quella stagione; quando la giornata era abbastanza tersa si poteva anche mangiare all’aperto, all’ora di pranzo. E così appena sveglia, Serena era corsa alla finestra, pioggia. Se l’era presa comoda, si era vestita e truccata come se dovesse andare chissà dove e aveva cercato Enea sul cellulare.”

L’incipit del libro di Polillo ci presenta immediatamente i protagonisti: Serena ed Enea. Una bella ragazza fidanzata con un commissario: il commissario Zottìa. L’autore ci immerge immediatamente, dalle prime pagine, in una relazione sentimentale difficile e bisognosa d’affermazione. La relazione complessa si affianca ad una tragedia che si svolge in una villa sul Lago Maggiore dove Serena ed Enea sono stati invitati come ospiti. E da qui inizia un intrigo tra giallo e rosa che porta il lettore nei meandri della coscienza dei protagonisti fino al colpo di scena finale.

Un libro non facile. ma che fonde magistralmente la storia d’amore con il poliziesco. Il linguaggio e le tematiche trattate da Polillo, nel libro, vengono fatte con eleganza, senza mai perdere di vista il genere letterario principale, quello poliziesco. Il passato che ritorna, o che non ci lascia mai, è una costante di molti libri gialli. Qui, Polillo sfodera tutta la sua sapienza e la sua cultura in questo genere letterario. (NdR: Marco Polillo è  anche proprietario della collana Bassotti, che qui trovate frequentemente recensita perchè riporta alla luce romanzi gialli storici fondamentali per un appassionato di gialli).

La cosa che taglia con il passato e con tutti gli scrittori di gialli, moderni e non, è la mancanza di dialoghi. Tutto si svolge come una narrazione temporale ma esterna. Il lettore, in questa inconsueta versione, ne rimane ugualmente rapito. L’autore, anche se adotta questa tipologia di stesura, non delude il lettore e mantiene il colpo di scena (frequente) vivo, anche in mancanza dei classici dialoghi.

Un libro che consiglio vivamente di leggere, lasciandosi trasportare sia dalla tortuosa storia d’amore tra Serena ed Enea Zottìa, sia dalla storia poliziesca degna di un classico.
Edizioni: Rizzoli
Anno: 2012