Noir

Venere privata di Giorgio Scerbanenco, Anno 1966

Dic 07, 2016 Manuel Figliolini
Trama 100
Suspense 100
Scrittura 100
100
Il nostro voto 100

Ripescato in occasione del suo 50esimo compleanno dalla mia libreria, riletto con grande piacere e ve ne voglio parlare. La prima perplessità è stata come parlare di questo romanzo, ma mi sono detto, cominciamo dal semplice: il voto. E come non dare il massimo dei voti ad un grande scrittore che ha segnato il genere noir italiano … e non ha eredi artistici?

Dopo tre anni di carcere aveva imparato a passare il tempo coi mezzi più semplici, solo che per i primi dieci minuti fumò una sigaretta senza pensare ad alcun gioco, ma quando buttò il mozzicone sulla ghiaietta del viale pensò che il numero dei sassolini dei viali e dialetti del giardino, era un numero finito. Anche il numero dei granelli di sabbia di tutte le spiagge del mondo poteva essere calcolato ed era un numero finito, per quanto grande fosse, e così, fissando in terra, cominciò a contare.

Questo è l’incipit del romanzo e da subito si capisce lo spirito di osservazione che Scerbanenco ha applicato in tutto, anche nella quotidianità. anche nelle piccole cose comuni di tutti i giorni. Per chi non conoscesse questo romanzo (e penso che ormai siano in pochi) è il primo romanzo dell’autore dove compare il medico Duca Lamberti radiato dall’albo per un gesto non condiviso, e non solo all’epoca del romanzo ma anche adesso. Ma non vi svelo la motivazione per non togliervi la spiegazione di Scerbanenco.

Giorgio Scerbanenco in questo romanzo, come negli altri, denuncia le debolezze e la corruzione di una società in piena risalita. Una società che ha passato le grandi guerre e si ritrova negli anni ’60 all’inizio di un boom economico che porterà l’Italia in una condizione di grazia. Stava iniziando la parte più veloce del secolo più veloce della storia. Scerbanenco ambienta la storia del romanzo in una Milano benestante che cerca di distruggersi, rappresentato da giovani che cercano conforto nell’alcool e nella prostituzione.

L’autore fa anche del senso di colpa una causa di auto-distruzione, nel caso specifico del giovane Auseri e rappresenta la gioventù arresa a quel che la vita gli offre, senza chiedere una spiegazione e senza cercarla. La suspense è mista allo spirito di osservazione che Scerbanenco usa per descrivere le storie, i racconti e le vite. E’ un romanzo noir dalle molteplici sfumature psicologiche. Un romanzo che ti entra dentro come il suo personaggio Duca Lamberti, un uomo dalle metodologie discutibili ma dai risultati condivisibili.

Tutto quello che tratta Scerbanenco non è lontano da quello che succede ai nostri giorni, magari in forme diverse. Ma allora vi lascio con un quesito che mi arrovella: era Scerbanenco un precursore o la nostra società è rimasta ancorata in quell’epoca?

Musica consigliata: qualsiasi cosa vogliate del Signor G., il grande Giorgio Gaber.

Edizione: Garzanti
Anno: 2011