Le abbiamo conosciute perché sono la casa editrice che ha pubblicato il nuovo romanzo di Giada Trebeschi “Il vampiro di Venezia”, li abbiamo intervistati perché sono in Germania e s’interessano di diffondere la nostra cultura e le nostre opere … ci hanno suscitato troppe curiosità, e li abbiamo intervistati per voi.

Logo di Oakmond Publishing

Da cosa nasce il nome Oakmond?
Da un gioco linguistico-simbolico: Oak è la quercia e mond sta per mondo.

Sia sul sito che sui vostri libri il simbolo é un albero mastodontico, perchè?
L’albero mastodontico è appunto una quercia, un albero sacro ai romani, ai greci e ai celti ma non solo. Simboleggia la sacralità e la forza della natura ed è uno fra gli alberi più longevi. Era sacro a Zeus, la Sibilla annunciava profezie sotto una quercia, i druidi di solito praticavano i loro riti in un querceto ed era l’albero al quale era appeso il vello d’oro. A volte rappresenta il mondo stesso, la saggezza e la vita.

Avete scelto Giada Trebeschi come direttore editoriale, qual é la sua principale qualitá come direttore?
Direi l’entusiasmo. Oltre che una profonda cultura e un urticante senso critico.

Come nasce l’idea di fondare una casa editrice?
L’idea è nata una sera in una cena fra amici. Si parlava di libri e letteratura lamentandosi delle molte pubblicazioni di poco valore e dell’uniformità delle scelte editoriali. È come mangiare sempre la stessa minestra, che all’inizio può anche andare ma più viene riscaldata più disgusta. Non c’è voglia di sperimentazione, di cambiamento e nessuno sembra più voler rischiare nulla. Così abbiamo deciso di provare noi qualcosa di nuovo anche nelle modalità oltre che nelle scelte editoriali.

Cosa ricercate negli scrittori perchè possano far parte della vostra squadra?
Cerchiamo scrittori consapevoli, entusiasti che non hanno paura di osare, di sperimentare, di provare nuove strade. Dall’immobilità non nasce nulla. E se si resta fermi non si va da nessuna parte.

Cosa ricercate nei romanzi?
In primis una bella scrittura. Una storia matura, plausibile, ben costruita e ricercata. Non ci importa il genere. Non crediamo nella rigidità di classificazione. E anche qui, come con il cibo, è interessante variare, mangiare sempre qualcosa di diverso e non cadere nell’abitudine altrimenti i sapori non si sentono nemmeno più.

In questo momento storico cosa vi ha spinto ad aprire una casa editrice, vista anche la moltitudine di concorrenti?
Come dicevo, la voglia di leggere buoni libri. Non siamo nati su una base principalmente commerciale e questo ci rende liberi. Certo, siamo imprenditori e vogliamo vedere la casa editrice crescere e prosperare, ma non abbiamo paura di fare scelte controcorrente.

Uno scrittore esordiente cosa deve fare per potervi contattare e farvi leggere il suo manoscritto?
Molto semplicemente ci manda un’email all’indirizzo manuscripts@oakmond-publishing.com Le modalità sono indicate sul nostro sito alla voce Manoscritti. E che gli autori abbiano un agente o meno non ci interessa. Quello che vogliamo è la qualità.

Avete un genere unico o il vostro interesse ricade su più generi?
Esistono davvero i generi? Non può un noir raccontare anche una storia d’amore, uno storico parlare di politica o un fantasy essere un romanzo di formazione? Non vogliamo inscatolamenti. Chiediamo buoni libri, questo è tutto.

Avete in programma recenti pubblicazioni per il prossimo futuro?
Abbiamo appena acquisito un’esordiente, Elsa Flacco, il cui romanzo uscirà il 4 ottobre, e stiamo finalizzando i contratti con altri quattro autori che esordienti non sono affatto, vi stupiremo! Poi usciremo in inglese e in tedesco con due traduzioni e stiamo continuando a ricevere e analizzare manoscritti. Pubblichiamo anche saggistica e ci sono parecchie università interessate, vi terremo aggiornati anche su questo.
Ah, un’ultima cosa, se non lo avete già notato, le nostre pubblicazioni escono in una data simbolica e sono sempre abbinate a un buon vino perché, come un buon libro, un vino di qualità può nascere solo dalla conoscenza e dal lavoro dell’uomo. Abbiamo paragonato la lettura al cibo e dunque ci è sembrato inevitabile l’abbinamento enologico.

Quali sono i volti della Oakmond publishing?
Sono quelli di tre animali simbolici. Non vogliamo apparire, non ci interessa. Così abbiamo scelto tre nomi di battaglia, da partigiani della cultura: l’aquila, il corvo e la civetta. Animali sacri e psicopompi che ben possono trovar rifugio tra gli accoglienti rami di una quercia. Chi sono io? Questa intervista potete dire che ve l’ha rilasciata il corvo.

Vi seguiremo certamente … Grazie ancora ad OAKMOND PUBLISHING