La storia parte da Mantova, nel 1596, nel periodo ormai prossimo alle celebrazioni per la Pasqua. Ma i riti e le processioni sono più intensi: si crede, infatti, che la città sia preda del demonio. Il ritrovamento dei resti di un rito satanico ha impaurito i cittadini e reso furioso il duca Vincenzo Gonzaga.

Al capitano di giustizia Biagio dell’Orso, per niente incline alle superstizioni, l’incarico di trovare chi ha dato inizio a tutto questo e perché. Gli indizi lo porteranno prima a Cremona, dove qualcuno ha acquistato un libro di magia nera, poi a Torino, all’inseguimento di un conte. Ma allontanarsi da Mantova, stavolta, per Biagio è più difficile: Rosa, la donna amata, conosciuta anni prima (anche lei personaggio già incontrato nei precedenti romanzi della Silvestrin) è appena arrivata in città, da Venezia e un pittore l’ha scelta come modella per un misterioso dipinto per un altrettanto misterioso committente. Biagio Dell’Orso è roso dalla gelosia, temendo in un dipinto di nudo.

Da Mantova, inoltre, parte anche una delegazione con a capo il vescovo di Mantova, Francesco Gonzaga, e l’arcivescovo di Firenze, Alessandro de’ Medici. Sono diretti a Parigi, ma lo scopo della loro missione è avvolto dal mistero, così come lo scrigno che il Medici tiene gelosamente tra le mani al momento della partenza. Una leggera inquietudine assalì il capitano di Giustizia Biagio Dell’Orso, la missione di Francesco Gonzaga non era solo di estrema importanza per la politica della corte pontificia e di tutta la cristianità, ma quella segretezza e la presenza dei gesuiti gli faceva supporre che fosse anche molto pericolosa. Come ormai ci ha abituato la Silvestrin, anche in questo romanzo, ricco di suspense e con molti colpi di scena, nell’ambiente delle maggiori corti europee, a Cremona, Torino, Parigi, incontriamo personaggi storici come il duca Vincenzo Gonzaga e l’architetto di corte Viani, Filiberto Emanuele di Savoia, la famiglia de’ Medici, le spie della Compagnia di Gesù che si era insediata a Mantova. In poco tempo si erano inseriti nei posti chiave del ducato ed erano diventati i confessori dei personaggi più in vista, comprese le duchesse. Devoti alla loro causa sino al martirio, ubbidivano ciecamente al loro generale e al papa, erano le migliori spie, intoccabili, estremamente addestrati e preparati a combattere.

Non manca nell’intreccio delle vicende la storia d’amore tra il bel Capitano e la veneziana Rosa, ma non aspettatevi risvolti usuali, perché l’Autrice e abile a spiazzare il lettore.

Questa è la trama dell’ultimo romanzo di Tiziana Silvestrin, autrice del romanzo Il sigillo di Enrico IV edito da Scrittura & Scritture, uscito in questi giorni in tutte le migliori librerie. Riuscirà Tiziana a farne un caso letterario come Strukul con i Medici? Glielo auguriamo vivamente.