Fumetto

Patience di Daniel Clowes, Anno 2016

Apr 29, 2016 Marisa Marchi
Sceneggiatura 100
Suspense 100
Disegni 100
100
Il nostro voto 100

Tornare indietro per andare avanti

“Un mortale viaggio tra distorsioni temporali verso l’infinito primordiale dell’amore eterno”:
con queste parole Daniel Clowes descrive il suo ultimo lavoro, Patience.
Graphic novel attesissima da chi aveva amato tutti i lavori precedenti del fumettista e sceneggiatore californiano, tra tutti Ghost World che l’ha consacrato come uno dei mostri sacri del fumetto “made in America” al pari di Art Spiegelman, Seth e Charles Burns; per questo non vedevo l’ora di metterci le mani sopra da maniaca nerd appassionata di fumetti quale sono.
La storia apparentemente si mostra come un crime noir mascherato da racconto di fantascienza anche se, a lettura ultimata,  si ha la sensazione  che sia difficile inquadrare questa opera in un genere preciso: 178 pagine di tavole coloratissime vi trasportano nella storia di una giovane coppia, Jack e Patience, due losers che hanno trovato nel loro amore un modo per contrastare gli eventi avversi della vita.
Siamo nel 2012, Patience ha annunciato a Jack che presto sarà padre ma misteriosamente viene uccisa e suo marito -come nel più classico romanzo poliziesco-  viene accusato di esserne l’assassino. Dopo 10 mesi di prigione un avvocato informa Jack che le sue fibre e il suo DNA non corrispondono alle prove scientifiche  raccolte dalla polizia sulla scena del crimine,  e Jack viene rilasciato.
“Finisce così. Niente scuse, nulla. Ci vediamo presto, stronzo.”
Questa la didascalia sopra la tavola che raffigura Jack uscire dalla prigione, con l’aria rassegnata di chi non ha più niente per cui vivere.
Jack però non si rassegna e, visto che la polizia non fa nulla per trovare l’assassino di sua moglie, si improvvisa prima detective e poi non soddisfatto,  ne assolda uno che lo porterà all’ennesima falsa pista: “Avrò ripercorso i suoi passi un milione di volte: parrucchiere alle undici. A casa alle 13.30. Sembrava sempre di più una rapina finita male. Ogni giorno un nuovo sottile strato di storia mi allontanava dalla verità.”
È qui il colpo di genio di Clowes che, dai binari della prosa noir catapulta Jack prima nel futuro (nel 2029) e poi indietro, fino al lontano 1985.
Il lettore, spiazzato, si ritrova in una puntata di Ai confini della realtà: uno psichedelico viaggio nel tempo, in cui il protagonista dovrà vedersela con la possibilità di tornare al giorno dell’omicidio per capire finalmente come si sono svolti i fatti.
Questo viaggio metterà a nudo tutti i tormenti di Jack, pronto a tutto per amore di Patience e di quel figlio morto prima ancora di conoscerlo; un viaggio che cambierà per sempre Jack e lo porterà a fare i conti con il profondo senso di perdita che lo strazia fino a chiedersi accecato dalla disperazione “Voglio davvero salvare il nostro bambino, tornare alla mia vecchia vita, o sono solo una scimmia assetata di sangue che rivuole la sua mascolinità? La vera domanda è questa, mi sa.”
E la vera domanda rimane sospesa, per il lettore, con una suspence incredibile fino ad un finale che Clowes confeziona con una prosa poetica e una scrittura che commuove e coinvolge.
Confondere le aspettative, creare ambientazioni bizzarre (nell’originale inglese “weird”, come si legge nelle strisce underground del primo Clowes) e sovvertire i generi è quello che l’autore ci ha abituato fin dalle sue prime opere. Questo lavoro testimonia una maturità artistica davvero notevole e Patience si legge tutto d’un fiato.
Questo comic book è un regalo visivo pieno di ritmo e chiudendo l’ultima pagina, come spesso accade con i bei libri, i personaggi continuano a vivere un po’ dentro di noi.
Sono sicura che come hanno fatto con me, Jack Barlow e Patience  vi appassioneranno, dimostrandovi che il fumetto, quando è ben fatto, può fare ciò che la letteratura non può: ampliare la dimensione del racconto rinvigorendo il linguaggio e conducendo verso nuove e inesplorate direzioni narrative.

Infine una ultima nota: Patience è pubblicato in Italia da BAO Publishing in una edizione perfettamente analoga a quella americana di Fantagraphics (casa editrice con cui Clowes pubblica ogni suo lavoro). E’ un cartonato con titolo metallizzato stampato su splendida carta uso mano da 170 grammi. Una veste impeccabile che rende il libro ancora più prezioso e bello da guardare, oltre che da leggere.

Musica consigliata: Prima parte del fumetto tutta la colonna sonora di Back to The future, film cult degli anni 80 di Robert Zemeckis, che accompagna i protagonisti del film mentre viaggiano nel tempo.
Nella parte centrale del buco spazio temporale in cui si infila Jack io ho ascoltato  in loop Feels like we only go backwars dei Tame Impala, band australiana indie rock, perfetta per le atmosfere psichedeliche di Clowes.

Edizione: Fantagraphics Books
Anno: 2016

Edizione italiana: Bao Publishing
Traduzione: Michele Foschini
Uscita: 24/03/2016